
L’Italia si conferma tra le eccellenze europee e mondiali nel campo del trapianto di organi, tessuti e cellule. Nel 2025 la Rete trapiantologica italiana ha registrato i numeri più alti mai realizzati. Papa Leone XIV ha accolto poche settimane fa in udienza privata i professionisti della Rete nazionale trapianti, riuniti a Roma in occasione degli Stati generali della rete, ricordando “l’impegno di tanti operatori sanitari, professionisti e volontari, che, con competenza e dedizione, sono al servizio della vita umana nei momenti di maggiore fragilità”.
Gli ultimi dati della Rete italiana
I dati più recenti sull’attività della Rete trapiantologica italiana sono raccolti nel Report preliminare del Centro nazionale trapianti presentato in occasione degli Stati generali della Rete. Le donazioni di organi nel 2025 sono state 2.164, a partire da 3.293 segnalazioni di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni. Sono stati realizzati4.697 trapianti, 55 in più rispetto all’anno precedente.
Il tasso nazionale di donazione è a quota 30,2 donatori per milione di persone (pmp), un livello che permette al nostro Paese di essere tra i primi in Europa. Le regioni che hanno segnato i tassi di donazione più elevati sono Veneto, Toscana e Piemonte. Con le donazioni crescono conseguentemente anche i trapianti. A segnare l’aumento percentuale maggiore sono stati i trapianti di cuore. Sono, inoltre, in aumento i trapianti da donatore vivente, passati da 366 a 382 (357 di rene e 25 di fegato).
Negativo, invece, risulta essere il bilancio relativo alle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2025 nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica: a scegliere di registrare la propria volontà (positiva o negativa) è stato il 59,2% dei 6.383.035 cittadini che hanno richiesto un nuovo documento. L’aumento dei “no” ha riguardato tutte le regioni italiane e tutte le fasce demografiche, in particolare i 18-30enni.
La cultura della speranza e della solidarietà
Il Santo Padre durante l’udienza privata ha ricordato come fin dall’inizio la riflessione della Chiesa ha accompagnato lo sviluppo della medicina dei trapianti, riconoscendone il valore e indicando, insieme, i criteri etici necessari.
La prima donazione italiana è stata, infatti, quella del Beato don Carlo Gnocchi, il quale chiese che le sue cornee fossero prelevate dopo la sua morte e trapiantate a due giovani assistiti della sua Opera, i quali poterono tornare a vedere. Quel gesto, compiuto in un contesto ancora privo di una normativa organica, suscitò un’ampia riflessione nella società italiana e contribuì ad avviare un percorso di definizione legislativa. Poco tempo dopo Papa Pio XII offrì un primo orientamento morale su questi temi, riconoscendo la liceità del prelievo a fini terapeutici, nel rispetto della dignità del corpo umano e dei diritti delle persone coinvolte.
Da allora la Rete trapiantologica italiana ha raggiunto risultati di rilievo, riconosciuti a livello europeo e internazionale. Si è sviluppato non solo un importante patrimonio di competenze ma anche “una cultura della responsabilità e della fiducia che chiede di essere custodita e sostenuta”. Il Papa ha ricordato “che la relazione di cura, di fiducia e di responsabilità reciproca costituisce una condizione imprescindibile perché il trapianto possa realizzarsi.” La possibilità stessa di salvare vite dipende dalla generosità dei donatori.
Il Pontefice ha richiamato gli insegnamenti di San Giovanni Paolo II e di Papa Francesco sul valore della donazione come espressione di solidarietà e fraternità universale: essa costituisce un atto gratuito, capace di testimoniare una cultura dell’aiuto, del dono, della speranza e della vita.
Il bene integrale della persona e il rispetto della dignità
Papa Leone XIV ha riaffermato l’importanza di garantire sempre criteri etici e rispettosi della dignità della persona, ribadendo il carattere gratuito del dono. Ha affermato che “occorre sempre vigilare per evitare ogni forma di mercificazione del corpo umano e garantire ai trapianti criteri giusti e trasparenti”.
Ha, inoltre, incoraggiato la ricerca scientifica, “chiamata a sviluppare soluzioni sempre più efficaci per rispondere al fabbisogno di organi e alle necessità dei pazienti, in un contesto in cui la domanda supera ancora di molto la disponibilità”. Il progresso scientifico deve essere accompagnato da una riflessione responsabile, per rimanere “orientato al bene integrale della persona e al rispetto della sua dignità”.
Il Pontefice ha ricordato, infine, l’importanza dell’informazione e della sensibilizzazione, perché possa crescere una cultura della donazione sempre più consapevole, libera e condivisa.
La Rete trapiantologica italiana ha ottenuto risultati importanti, raggiungendo i primi posti per donazioni d’organo in Europa; nonostante ciò, sono ancora tantissimi i pazienti in lista di attesa, che attendono l’operazione salva-vita di trapianto. È evidente, pertanto, la necessità di sensibilizzare e informare sul tema, per promuovere la cultura della solidarietà, che sostiene la vita e la speranza.
Per approfondire:
- CNT, Donazioni e trapianti, numeri ancora in crescita: il 2025 miglior anno di sempre, marzo 2026
- Papa Leone, DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIVAI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO PROMOSSO DALCENTRO NAZIONALE PER I TRAPIANTI, 2026
ultimo aggiornamento il 4 Giugno 2026

