S&V FOCUS | 5 ottobre 2026

Social media | Le proposte del Parlamento Ue per la tutela dei giovani

Gli approfondimenti di Scienza & Vita | di Francesca Piergentili

Teens using phones outdoors, concept of youth obsession with social networks

L’utilizzo dei social media tra i minori di 9-16 anni in Ue è più che raddoppiato dal 2010, raggiungendo in media 3 ore al giorno (dati del Centro Congiunto di Ricerca dell’UE). Diversi studi riportano l’impatto negativo del tempo eccessivo davanti agli schermi e dei social media sulla salute mentale dei giovani.

Il 17 settembre il Parlamento UE ha adottato (con 395 voti a favore, 136 contrari e 80 astensioni) proposte per obbligare le piattaforme, i paesi dell’UE e la Commissione a garantire un ambiente online sicuro per i giovani nell’Unione europea, chiedendo “una strategia europea integrata” che coinvolga legislatori, famiglie e scuole per garantire che i social media e Internet siano sicuri, in particolare per gli utenti più giovani.

La Risoluzione è stata elaborata dalla Commissione per la cultura e l’istruzione (CULT). L’atto non ha natura legislativa, ma indica alla Commissione europea e agli Stati membri le priorità sulle quali ritiene necessario intervenire.

  1. L’oggetto della Risoluzione

La Risoluzione definisce “ambiente online” l’insieme delle piattaforme, dei servizi e dispositivi connessi a Internet usati per la comunicazione, l’intrattenimento, l’istruzione e l’accesso alle informazioni.

L’ambiente online, da una parte, offre ai giovani delle opportunità di apprendimento, creatività, partecipazione civica e connessione sociale, dall’altra, però, può anche esporre i giovani utenti a una vasta serie di contenuti illegali e nocivi, tra cui il bullismo online, l’adescamento, i materiali sessualizzati e pedopornografici, il gioco d’azzardo online, le molestie e gli abusi. Vi sono anche rischi collegati alla disinformazione e all’incitamento a comportamenti pericolosi.

Le piattaforme digitali spesso, però, non offrono efficaci meccanismi di protezione. La risoluzione ricorda, invece, che anche nell’ambiente digitale devono essere rispettati lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e le norme sulla tutela dei minori.

  1. Il quadro giuridico di riferimento

L’attuale quadro giuridico dell’UE, descritto nelle premesse della Risoluzione, comprende: la Direttiva sui servizi di media audiovisivi, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), il Regolamento sui servizi digitali, il Regolamento sull’intelligenza artificiale (IA) e la Direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Anche la Commissione UE si è impegnata a rafforzare la tutela dei minori online grazie all’atto legislativo sull’equità digitale di prossima pubblicazione

Tale quadro sembra fornire una base per la tutela dei minori online, anche tramite la moderazione dei contenuti, la trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la minimizzazione dei dati.

In particolare, la Direttiva sui servizi di media audiovisivi, impone agli Stati membri di garantire che i fornitori di servizi di media audiovisivi e le piattaforme per la condivisione di video adottino misure volte a tutelare i minori da contenuti che possono pregiudicare il loro sviluppo fisico, mentale e morale. I dati personali dei minori, inoltre, non devono essere trattati a fini commerciali, di profilazione e di pubblicità mirata sulla base del comportamento.

Il Regolamento sull’IA prevede, anch’esso, tutele specifiche per i minori, vietando i sistemi di IA che ne sfruttano le vulnerabilità e istituendo determinati obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio.

Nonostante tali normative, permangono vuoti e incoerenze, tanto che si è avvertita la necessità di un intervento armonizzato a livello dell’UE. Il Parlamento non chiede soltanto più regole ma di applicare in maniera più efficace e coordinata la normativa già esistente, per evitare una differente protezione dei minori tra Stati membri e tra diversi servizi digitali.

  1. Il bullismo online e offline

La Risoluzione approfondisce il tema del bullismo online, che colpisce ormai una percentuale importante di minori in tutti gli ambienti online. Si riporta, in particolare, che le percentuali di bullismo online sono aumentate in quasi tutti i paesi dell’UE: secondo gli studi circa 1 bambino su 6 in Europa ha subito bullismo online.

Si afferma che il bullismo online e quello offline sono intrinsecamente legati e devono essere affrontati in modo organico e olistico, dal momento che le molestie digitali spesso hanno origine nei conflitti scolastici (e viceversa), con conseguenze a lungo termine per la salute mentale, l’autostima e i risultati scolastici di bambini e giovani.

Il Parlamento Ue sottolinea l’importanza di comprendere il fenomeno dell’effetto della disinibizione online, ossia la riduzione dei freni sociali e dell’empatia nella comunicazione online a causa dell’anonimato, della distanza fisica e dell’assenza di segnali non verbali.

  1. L’uso eccessivo dei social media

Le funzionalità dei social media (lo scrolling continuo, la riproduzione automatica, i sistemi di raccomandazione e gli algoritmi basati sulla profilazione, le notifiche compulsive e i meccanismi basati sulla ricompensa) sono concepite per massimizzare le interazioni dell’utente e monetizzarne l’attenzione.

La Risoluzione ricorda, nelle premesse, che la progettazione algoritmica, che favorisce la gratificazione istantanea, può portare al deterioramento delle competenze cognitive e interpersonali, incidere negativamente sui risultati negli studi e ostacolare lo sviluppo del pensiero critico.  Il tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo può limitare il gioco spontaneo, la partecipazione allo sport e le interazioni di persona, che sono essenziali per il benessere generale.

Evidenzia, inoltre, che l’uso eccessivo dei social media, l’esposizione a contenuti dannosi e la capacità di costruire e diffondere corpi iperrealistici tramite filtri e avatar possono essere associati a un elevato rischio di depressione, ansia, solitudine, problemi del sonno e comportamenti sedentari.

Per gli account dei minori vengono indicate possibili misure come la disattivazione dell’autoplay, limiti allo scrolling infinito, possibilità di ripristinare il feed, limiti di tempo configurabili, inviti periodici a fare una pausa e restrizioni alle notifiche.

La Risoluzione chiede l’introduzione di una “modalità giovani”, nella quale la pubblicità mirata sia disattivata e le caratteristiche progettate per creare dipendenza siano limitate.

  1. Influencer e minori

Nel 2024, la verifica di adeguatezza della Commissione UE sulla normativa UE a tutela dei consumatori in termini di equità digitale ha rivelato che solo il 20 % degli influencer indica la natura commerciale dei propri contenuti. Dal momento che gli influencer presenti sui social media influenzano profondamente i comportamenti, le abitudini di consumo e le opinioni dei giovani, gli stessi avrebbero la responsabilità di garantire la trasparenza sulle collaborazioni retribuite e di rispondere dei contenuti che promuovono.

Il Parlamento Ue prende atto del fenomeno in crescita dei “kidfluencer”, che comporta la precoce esposizione pubblica e la commercializzazione, con il pericolo di sfruttamento economico ed emotivo.  I minori al di sotto dei requisiti di età minima spesso sono attivi su piattaforme in cui le tutele giuridiche possono essere insufficienti o applicate in modo incoerente, destando forti timori per la privacy e la possibilità di sfruttamento commerciale.

La Risoluzione definisce, invece, “sharenting” la pratica di genitori di condividere online, in modo diffuso e sistematico, informazioni e immagini dei propri figli, al fine di trarne un vantaggio economico grazie al coinvolgimento degli utenti. Tali pratiche destano forte preoccupazione, dal momento che possono ledere il diritto del minore alla riservatezza e il rispetto del consenso; possono, inoltre, esporre i minori all’adescamento, al furto d’identità e a danni reputazionali, causando un impatto psicologico duraturo.

Anche in tale ambito si avverte la necessità di un quadro giuridico chiaro per gestire l’uso delle immagini dei minori da parte di “genitori influencer”, così da impedire lo sfruttamento e tutelare la riservatezza dei minori.

  1. Intelligenza artificiale e chatbot

La Risoluzione ricorda i rischi associati a chatbot, sistemi di raccomandazione, deepfake e strumenti di IA generativa utilizzati dai minori. In particolare, attenzione viene riservata ai “compagni emotivi” basati sull’IA, in grado di simulare amicizie e relazioni.

Per questi strumenti vengono richieste garanzie specifiche, come l’indicazione esplicita che l’interlocutore sia un’IA, modalità di sicurezza predefinite per i minori, sistemi di verifica dell’età e meccanismi capaci di indirizzare verso servizi di assistenza gli utenti che manifestino intenzioni autolesionistiche.

  1. Misure per un ambiente online più sicuro

Per fronteggiare l’incidenza dei social media sui giovani il Parlamento ritiene fondamentale una strategia europea integrata, che combini l’incolumità e la tutela della vita privata fin dalla progettazione, l’incolumità per impostazione predefinita, una concezione idonea all’età, la trasparenza algoritmica e meccanismi di verifica dell’età basati sulla tutela della vita privata, e che rafforzi il benessere mentale, l’alfabetizzazione digitale e mediatica che abbraccia le famiglie, le scuole e gli educatori.

La risoluzione chiede, in particolare, alle aziende di introdurre la verifica dell’età senza raccolta o conservazione di dati personali e di aumentare la trasparenza sui sistemi algoritmici dei social media. Propone, inoltre, di prevedere la “modalità giovani” e di implementare standard etici obbligatori per i compagni virtuali basati sull’intelligenza artificiale (“AI companions”).  Si dovrebbe migliorare la trasparenza nell’addestramento dei modelli di IA e vietare ai sistemi di IA di generare, manipolare o modificare immagini o video che ritraggono contenuti sessuali di una persona senza il suo consenso.

Il Parlamento sostiene un approccio armonizzato alla definizione di un’età digitale minima per l’accesso ai social media, prendendo atto dell’orientamento espresso dalla Commissione Ue verso una proposta europea. La verifica dell’età, tuttavia, non viene considerata una soluzione sufficiente ma dovrebbe collegarsi a sicurezza e protezione dei minori “by design” e “by default”.

La revisione in atto della Direttiva sui servizi di media audiovisivi (AVMSD) dovrebbe proteggere i giovani dai contenuti illegali e dannosi sulle piattaforme di condivisione video. Ma i servizi forniti da influencer e creatori di contenuti professionisti rientrano nell’ambito di applicazione di tale normativa? Si chiede alla Commissione Ue di approfondire tale tema, per dare chiarezza sullo status e sulle responsabilità di influencer e garantire il rispetto dei medesimi obblighi in materia di trasparenza pubblicitaria previsti per i fornitori di servizi di media.

Dato il crescente impatto degli influencer sui social media nel plasmare le percezioni, anche per quanto riguarda l’immagine fisica dei giovani, si chiede alla Commissione e ai singoli Stati di istituire un Codice di condotta a livello europeo per influencer, agenzie e piattaforme online. Si chiede, inoltre, una definizione giuridica di “marketing tramite influencer” e il divieto di pratiche commerciali sleali.

La Risoluzione ricorda l’importanza degli strumenti di prevenzione e risposta al cyberbullismo, tra cui i programmi di sensibilizzazione e le risorse didattiche per insegnanti e famiglie; evidenzia, inoltre, la necessità di trattare il bullismo online e offline in maniera olistica, riconoscendone la natura interconnessa. Esorta, inoltre, le piattaforme online a garantire una risposta rapida e proporzionata ai contenuti e ai comportamenti connessi al bullismo online e a riferire in modo trasparente sulla sua portata, nonché sui tempi di risposta e sulle misure adottate per contrastarli.

 I moderatori di contenuti svolgono un ruolo cruciale nel contrastare l’’dio online e incoraggia le piattaforme online a collaborare con esperti e ricercatori indipendenti della società civile nello sviluppo e nell’erogazione della loro formazione a tale riguardo.

Gli Stati membri vengono invitati a valutare regole chiare anche sull’utilizzo dei dispositivi mobili nelle scuole, prevedendo eventuali eccezioni per finalità didattiche. Anche genitori e tutori dovrebbero ricevere maggiore formazione su privacy, sicurezza, disinformazione e strumenti di segnalazione.

La Risoluzione elogia gli strumenti di controllo parentale esistenti e invita la Commissione a sviluppare un quadro dell’UE non prescrittivo e tecnologicamente neutro di norme funzionali minime per tali strumenti, accompagnato da un sistema di certificazione dell’UE per aumentare la diffusione e l’efficacia tra i dispositivi.

  1. Oltre la Risoluzione: l’invito del Papa a volgere lo sguardo

“Uno sguardo nuovo: prestare attenzione nell’era del clickbait” è il tema scelto da Leone XIV per la 61a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Nella nota del Dicastero per la Comunicazione si legge che “l’economia dell’attenzione, con la sua lotta per pochi istanti di interesse nel flusso rapido e interminabile di contenuti, sta trasformando non solo le nostre capacità cognitive ma anche la profondità della nostra comunicazione interpersonale”.  La mancanza di una vera attenzione e la cultura digitale ci hanno “abituati a una routine di reazioni immediate, a una superficialità delle relazioni, a una facilità nell’etichettare e rifiutare gli altri”. Nell’epoca del clickbait, e cioè dei contenuti costruiti per attrarre clic e suscitare reazioni, il Papa propone di non inseguire l’attenzione, ma imparare a “prestare attenzione”. E questa è una sfida che coinvolge l’intera persona per tornare a guardare, ascoltare e sentire.

Anche per proteggere i giovani nell’ambiente online è fondamentale volgere lo sguardo, tornare a “prestare attenzione”, a tutti i livelli: la sfida coinvolge le famiglie, le istituzioni, la scuola, i giovani stessi.

 

Per approfondire:

  1. European Parliament resolution of 17 September 2026 on the impact of social media and the online environment on young people
  1. Gmcs2027: il tema scelto da Papa Leone XIV

ultimo aggiornamento il 6 Ottobre 2026

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