S&V FOCUS | 28 aprile 2026

Intelligenza artificiale | “AI Toys” tra innovazione e responsabilità

Gli approfondimenti di Scienza & Vita | di Francesca Piergentili

A curious toddler interacts playfully with a vintage-inspired robot toy on the floor, fostering imagination and wonder in a cozy home setting. generated by AI

I giocattoli per bambini basati su chatbot e intelligenza artificiale (“AI toys”) stanno registrando una crescente diffusione e interesse da parte dei genitori.
Secondo diverse stime di mercato, milioni di dispositivi vengono venduti ogni anno a livello globale. Una recente revisione sistematica ha identificato almeno 91 prodotti AI toys sviluppati tra il 2015 e il 2024, evidenziando una crescita significativa del settore
[1].

Questi dispositivi sono progettati per interagire (mediante microfoni, fotocamere, sistemi di localizzazione e sensori) con i bambini attraverso linguaggio naturale, riconoscimento vocale e adattamento personalizzato. Possono, inoltre, connettersi alla rete per navigare online e comunicare con smartphone, tablet, pc, altri smart toys.

Accanto ai benefici e alle opportunità, la letteratura scientifica evidenzia criticità rilevanti sul piano cognitivo, socio-emotivo ed etico.

Le principali criticità

Sul piano dello sviluppo infantile, un articolo pubblicato su Hastings Center Report sottolinea possibili effetti negativi sulle capacità cognitive e socio-emotive. I bambini sviluppano pensiero critico, linguaggio e creatività attraverso l’esplorazione attiva e l’interazione sociale. I giocattoli tradizionali favoriscono questo processo, stimolando il cosiddetto “doppio gioco di ruolo”, in cui il bambino costruisce entrambe le parti della conversazione.

I giocattoli AI, al contrario, forniscono risposte immediate e preconfezionate, riducendo lo spazio per la sperimentazione autonoma e la risoluzione attiva dei problemi, con conseguenze sulla capacità di sviluppo del pensiero critico dei bambini piccoli.

Un ulteriore rischio riguarda la dimensione relazionale: i chatbot sono progettati per risultare coinvolgenti e tendono a mostrare una propensione a compiacere l’utente, adattandosi alle sue preferenze. Questo può incidere sullo sviluppo delle competenze sociali, esponendo i bambini a interazioni meno realistiche e potenzialmente distorsive. I giocattoli chatbot sono, infatti, prodotti per creare un legame e per far venire voglia ai bambini di continuare a usarli.

Uno studio del Public Interest Research Group, pubblicato nel report Trouble in Toyland 2025, ha evidenziato problematiche significative: durante i test su alcuni AI toys, in seguito a specifiche sollecitazioni, le conversazioni sono talvolta deviate verso contenuti inappropriati (su temi sessuali ad es.) o suggerimenti relativi a comportamenti rischiosi. È il caso di un recente test su Miiloo, un peluche dell’azienda cinese Miriat, che ha dato istruzioni su come accendere un fiammifero e affilare un coltello. Ciò solleva interrogativi sulla robustezza dei sistemi di filtraggio dei contenuti.

Inoltre, un rapporto dell’Università di Cambridge del 2026 ha evidenziato che i giocattoli AI non riescono a interpretare correttamente le emozioni dei bambini, rispondono spesso in modo inappropriato o incoerente e non supportano adeguatamente il gioco simbolico[2]. Lo studio ha incluso osservazioni scientifiche strutturate di bambini della prima infanzia (dalla nascita ai cinque anni), che interagivano con un peluche GenAI chiamato Gabb. Il rapporto formula raccomandazioni per le aziende ma anche per i genitori, che non dovrebbero lasciare solo il bambino nel gioco con l’AI Toy.

Alcune ricerche mettono in luce, in chiave critica, un “sustainability gap” strutturale: nei giocattoli AI, l’innovazione e le funzioni educative sono al centro, mentre è poco analizzato l’impatto ambientale, che resta spesso in secondo piano, nonostante il peso di produzione, energia e rifiuti elettronici[3].

Privacy e sicurezza dei dati

I giocattoli AI presentano criticità rilevanti anche sul piano della protezione dei dati personali. Questi dispositivi raccolgono informazioni attraverso microfoni, registrazioni vocali e sistemi di riconoscimento vocale; alcuni includono telecamere e funzionalità di riconoscimento facciale.

I dati raccolti – spesso anche in background – possono includere informazioni sensibili come nomi, abitudini quotidiane e dati biometrici. Tali informazioni vengono generalmente trasmesse a infrastrutture cloud (ad esempio Google o Microsoft), con possibili accessi da parte di fornitori terzi e partner commerciali.

Queste pratiche sollevano interrogativi rispetto alla conformità con il General Data Protection Regulation, che impone standard particolarmente stringenti per il trattamento dei dati dei minori.

Non solo giocattoli: la tutela dei minori

I cosiddetti “smart toy” esistono da tempo, ma l’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa rappresenta un salto qualitativo significativo: i dispositivi non si limitano più a riprodurre frasi predefinite, ma generano contenuti, apprendono e interagiscono in modo dinamico. I giocattoli AI sono, pertanto, unici per la loro capacità adattiva.

Questo cambiamento implica un salto non solo tecnico: servirebbe, infatti, un aggiornamento del quadro regolatorio per la definizione di limiti di età, la trasparenza dei sistemi e la gestione dei dati dei minori. Il quadro normativo internazionale appare invece ancora frammentato.

In Unione europea il nuovo Regolamento 2025/2509 sulla sicurezza dei giocattoli, il Toy Safety Regulation, pubblicato il 12 dicembre 2025, pone attenzione ai giocattoli “connessi”, alla protezione dei dati e ai rischi legati alla cybersecurity, introducendo un passaporto digitale per i prodotti destinati ai minori; il Regolamento avrà piena applicazione solo da agosto 2030, mentre il settore è già oggi in rapida diffusione.

Emergono forti tensioni tra innovazione e tutela: ad esempio, mentre molte piattaforme AI fissano un’età minima di utilizzo, aziende del settore dei giocattoli stanno esplorando l’integrazione di queste tecnologie in prodotti destinati a bambini molto piccoli.

I giocattoli AI rappresentano una frontiera promettente, ma anche molto delicata. Il loro impatto non è solo tecnologico, ma anche sociale e culturale. Gli AI toys non sono, a ben vedere, semplici giocattoli, ma dispositivi connessi, in grado di raccogliere dati, di produrre risposte e conversare, incidendo sulla crescita dei minori. Per questo motivo, è essenziale sviluppare un approccio equilibrato e prudente, che combini innovazione e responsabilità, a tutela dei minori.

 

Per approfondire:

  1. AI Toy Story: Potential Benefits and Risks of Chatbot Playmates, The Hastings Center, 2026
  2. Goodacre, E., & Gibson, J. (2026). AI in the Early Years: Examining the implications of GenAI toys for young children. Apollo – University of Cambridge Repository. https://doi.org/10.17863/CAM.126270
  1. Wei Xiao, A. Gonçalves, Intelligent toys, complex questions: A literature review of artificial intelligence in children’s toys and devices, Big Data & SocietyVolume 12, Issue 4
  1. Ihamäki, P. & Heljakka, K. (2025). AIToys: A Sustainability Approach. In T. Ahram, W. Karwowski & J. Kalra (Eds.), Human Factors in Design, Engineering, and Computing: Proceedings of the AHFE International Conference on Human Factors in Design, Engineering, and Computing (AHFE 2025 Hawaii Edition), Hawaii, USA, 8-10 December, 2025 (pp. 189-199).

[1] Wei Xiao, A. Gonçalves, Intelligent toys, complex questions: A literature review of artificial intelligence in children’s toys and devices, Big Data & SocietyVolume 12, Issue 4

[2] Goodacre, E., & Gibson, J. (2026). AI in the Early Years: Examining the implications of GenAI toys for young children. Apollo – University of Cambridge Repository. https://doi.org/10.17863/CAM.126270

[3] Ihamäki, P. & Heljakka, K. (2025). AIToys: A Sustainability Approach. In T. Ahram, W. Karwowski & J. Kalra (Eds.), Human Factors in Design, Engineering, and Computing: Proceedings of the AHFE International Conference on Human Factors in Design, Engineering, and Computing (AHFE 2025 Hawaii Edition), Hawaii, USA, 8-10 December, 2025 (pp. 189-199).

ultimo aggiornamento il 5 Maggio 2026

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