La realtà è divenuta nemica della persona? Meglio fuggirla? Anzi, ingaggiar una guerra? O c’è ancora speranza di poter chiamare “fratello” e “sorella” ogni cosa e soprattutto ogni vita, a partire dalla mia “sorella vita”? Nell’VIII centenario dalla morte del patrono d’Italia e d’Europa, il Festival dell’ “umano tutto intero”, appuntamento annuale del network associativo Ditelo sui tetti, che riunisce oltre 100 realtà dell’associazionismo cattolico in Italia, si snoda in tappe che aiutano a ripercorrere esistenzialmente, proprio nel nostro inedito “cambio d’epoca” (Papa Francesco), i passi e i luoghi di Francesco d’Assisi nelle due fasi della sua vita, dalla (apparente) superficialità giovanile e dal buio del conflitto, del carcere, della malattia, dello smarrimento esistenziale, all’apertura dell’avventura nuova che gli ha spalancato la giovinezza, per l’Incontro del cambiamento accaduto a partire dai lebbrosi, aiutato dal lavoro materiale e spirituale, grazie all’Amicizia cristiana.
Il Festival si svolgerà il 16 e 17 giugno 2026 nella splendida cornice del Pio Sodalizio dei Piceni in Piazza San Salvatore in Lauro a Roma che avrà più punti di dialogo, a partire dalla splendida sala affrescata del refettorio al “salotto sui tetti”, con i magnifici chiostro, cortile e giardino rinascimentali, anche per incontri personali, spettacoli, mostre, libri e spuntini …
Nella prima giornata troverà spazio la grande domanda di “vita” dei giovani, troppo spesso ingannata da proposte che la vogliono fuggire o, peggio, devastare, quali le dipendenze e la solitudine. Toccata, così, la dilagante concezione individualista dell’umano, si arriverà alla dinamica del conflitto nel reale e con il reale, che sta dominando gli scenari internazionali come le relazioni interpersonali, che sempre meno trovano lenimento nella giustizia umana.
Nella mattina della seconda giornata, si proverà a cambiare lo sguardo, domandando come sia stato possibile per Francesco vivere una svolta esistenziale di conversione, guardando sino in fondo la fragilità dei lebbrosi. Perciò, si starà di fronte a esperienze di disabilità e di cura verso i più deboli e i più piccoli, per cercarne la prospettiva straordinaria di valore. Di Segno e di Promessa. Che avvicina a quella straordinaria simpatia di Francesco a tutto ciò che è “creato” . Così, nel pomeriggio della seconda giornata saranno a tema le leve di quell’umano che prorompe, sempre, nella letizia di Francesco: innanzitutto l’educazione, per saper usare il criterio infallibile del “cuore” di fronte a tutto, e il “lavoro” , bisogno essenziale di vivere quella straordinaria dimensione in cui la persona assume importanza nel mondo. Per poi approfondire come l’umano acquisti vita non nel gettarsi-contro ma, all’opposto, nell’“in-contro” , nell’appartenenza, cosicché si chiederà che la dimensione familiare e relazionale possa e debba ricevere più spazio, anche dalla politica e dal sistema statale. Quindi, si cercherà di seguire Francesco fino al suo segreto, che riverbera continuamente in una nuova fraternità e in una tanto affascinante sim-patia con ogni frammento di realtà a partire dalla comunità umana, cioè l’“incontro” più grande e più “reale” , quale quello con il fatto cristiano, generatore di umanità piena e di frutti desiderabili dalla ragione e dal cuore di tutti.
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ultimo aggiornamento il 15 Giugno 2026

