Sussuri che aprono i passaggi, affetti che cambiano scenario, il respiro profondo dell’azione e storie che superano la trama. La parabola di Josè, dalla disperazione al recupero di se stesso è forte e convincente. Il buio provocato da una colpa assurda si riscatta nella volontà di non permettere che un’altra vita venga spezzata ancor prima di nascere. Con ammirevole semplicità e senza fare proclami, il copione si pone dalla parte di chi riconosce il valore della vita e compone un percorso di ricostruzione identitaria, nel quale entrano in gioco le importanti presenze dei genitori e di un figlio, che è adottivo ma non avverte più questa differenza. Certamente problematico per i temi che affronta, il racconto si apre però ad una realizzazione visiva fortemente lirica non priva di accenti commossi che aprono spazi inattesi alla speranza. Il regista ci dice che ci sono occasioni in cui l’aridità della ragione non basta, bisogna far parlare il cuore.
ultimo aggiornamento il 9 Marzo 2022

