Scienza & Vita ha pubblicato uno studio sull’inquinamento digitale. Ne hai mai sentito parlare? Si tratta di una nuova forma di inquinamento che non si sente, non si annusa, ma è ovunque intorno a noi !
Se vuoi sapere brevemente cos’è l’inquinamento digitale, clicca QUI per guardare il Cartoon che in meno di tre minuti ti aiuterà a capire di cosa si tratta
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Se vuoi inoltre approfondire questa nuova sfida che ci coinvolge, ti segnaliamo alcuni articoli che forse ti sei perso. Sono usciti recentemente anche su S&V Focus Plus, la nuova pagina del Centro Studi Scienza & Vita per Avvenire, dove alcuni consiglieri di Scienza & Vita hanno descritto i principali contenuti dello studio. Puoi leggerli qui.

Non si vede ma c’è: ora l’«inquinamento digitale» va affrontato
di Giampaolo Ghilardi | filosofo, Università Campus Bio-Medico di Roma
Rifiuti hi-tech, siamo saturi. I consumi responsabili dove sono?
di Maurizio Calipari | Bioeticista e Segretario Generale di Scienza & Vita
Più dati e immagini, meno capacità critica: è lo “squilibrio cognitivo”
di Beatrice Rosati | Responsabile Coordinamento e Comunicazione Scienza & Vita
Successivamente abbiamo coinvolto tre esperti “esterni” al Centro Studi, un filosofo, un economista, un ingegnere, ecco le loro riflessioni sullo studio di Scienza & Vita.
Stop agli scarti umani: road map di eco-etica
di Adriano Fabris | Filosofo, Università di Pisa
Trappole tecnologiche: soluzioni multidisciplinari
di Leandro Pecchia | Ingegnere, Università Campus Bio-Medico di Roma
Formare manager di valore sociale
di Marco Sartirana | Economista, Università Bocconi di Milano
Ma se desideri ulteriormente approfondire il tema, ti consigliamo di leggere il documento di studio completo pubblicato da Scienza & Vita. Puoi scaricarlo QUI
Sai cosa sono i “S&V Doc” ? Sono dei documenti di studio elaborati dal Centro Studi Scienza & Vita, propongono una sintesi riassuntiva del lavoro di ricerca, approfondimento e riflessione bioetica che i diversi gruppi di studio svolgono costantemente durante l’anno.
Leggi anche l’articolo su Avvenire.it
ultimo aggiornamento il 22 Maggio 2026



