Di seguito un estratto dell’articolo scritto dal Prof. Carlo Bellieni, docente di Pediatria e Neonatologia presso l’Università di Siena e consigliere del Centro Studi Scienza & Vita, sulla rivista di etica medica “Journal of Medical Ethics“.
I feti e i neonati non sono in grado di esprimere verbalmente il dolore o la sua assenza. Tuttavia, numerose evidenze dimostrano che, tra la 20a e la 22a settimana di gestazione, la risposta a stimoli potenzialmente dolorosi è simile a quella degli adulti da un punto di vista elettrofisiologico, chimico e comportamentale. Sebbene la capacità di parlare sia ancora assente, autorevoli società scientifiche hanno dimostrato che ciò non esclude la presenza di dolore. Per avere la certezza della presenza di dolore, sarebbe auspicabile che il paziente esprimesse verbalmente la propria esperienza – una sorta di “prova inconfutabile” – ma non è indispensabile in presenza di forti indizi. L’uso di analgesici non dovrebbe essere raccomandato solo in caso di conseguenze fisiche di stimoli potenzialmente dolorosi, come emerge dallo studio di Derbyshire, ma anche per prevenire il dolore quando è altamente probabile che sia presente.
ultimo aggiornamento il 17 Giugno 2026

