Scienza & Vita: perplessità sulla recente delibera della Giunta regionale lombarda circa la pillola abortiva RU 486 21 dic 2018

Qualche giorno fa, la Giunta regionale della Lombardia (e recentemente anche quella dell’Umbria) ha emanato un provvedimento che autorizza la somministrazione della pillola abortiva RU 486 anche in regime di day hospital, abolendo l’obbligo del ricovero ospedaliero. Tale decisione, in pieno contrasto col parere espresso in precedenza –  per ben tre volte – dal Consiglio Superiore di Sanità, si basa sulle conclusioni di una commissione di tecnici convocata appositamente dalla Giunta regionale lombarda.

Scienza & Vita esprime forte perplessità per questa decisione che, a ben vedere, rischia di tradursi di fatto in un ulteriore passo di sostanziale abbandono delle donne in difficoltà per una gravidanza indesiderata. Non è certo rendendo più “easy” le procedure – magari a discapito della sicurezza e della salute della donna? – che il dramma che accompagna ogni aborto, pur se realizzato per via chimica, potrà svanire, convertendo questa triste esperienza in un evento banale ed autogestito. Ciò sembra in contraddizione persino con la ratio teorica della legge 194. Tanto da far sorgere il sospetto che l’iniziativa della Giunta regionale lombarda voglia in realtà rappresentare un elemento di decisa pressione per incrementare le percentuali di utilizzo della RU486, che finora, nel nostro Paese (e in Lombardia ancora di più), si mantengono su livelli marginali.

S&V, pertanto, ritiene urgente richiamare l’attenzione pubblica all’esigenza imprescindibile che le scelte operative sulla salute e la tutela della vita umana non siano mai assoggettate a interessi di parte politica o a opportunismi ideologici, ma siano in ogni caso frutto di oculate valutazioni mediche, ispirate al rispetto e alla tutela della dignità umana di ogni soggetto in esse coinvolto.

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