Scienza e Vita

Comunicato n° 29 del 14 Novembre 2008

SCIENZA & VITA FA APPELLO ALLE COSCIENZE:
“NON COOPERATE ALL’UCCISIONE DI ELUANA”

“Ci appelliamo alle coscienze di tutti quelli che nelle prossime ore e nei prossimi giorni si avvicineranno a Eluana Englaro, perché non cooperino alla sua uccisione”. E’ l'appello che l’Associazione Scienza & Vita rivolge a tutti, “al papà Beppino come agli altri familiari, a tutti gli amici ma anche ai medici, ai rappresentanti delle istituzioni dello Stato e delle Regioni. Un invito pressante rivolto a quanti possa essere richiesto di cooperare, a vario titolo, a porre fine all’esistenza terrena di Eluana. Una giovane donna da anni in stato vegetativo persistente, non dunque una malata terminale, che versa in un gravissimo stato di disabilità che necessita solo di un’assistenza elementare nell’idratazione e nell’alimentazione”.
“Non è ancora troppo tardi per fermarsi – ammonisce Scienza & Vita –. Non c’è alcun obbligo di dare attuazione alla sentenza di condanna emanata dal giudice. E’ ancora possibile rispondere al comandamento dell’amore che ama la vita, qualunque vita, anche la più fragile e tormentata. E assecondare quella voce che da secoli viene dal profondo della coscienza di ogni uomo e di ogni donna e che risuona come un comando: non uccidere”.

 

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ECCO I VOSTRI MESSAGGI
TANTI CONSENSI, QUALCHE MA…

Carissimi amici,
dinanzi ai tanti messaggi che sono giunti in queste ore alla nostra segreteria, ci è parso giusto metterli in comune. La tragica vicenda umana di Eluana Englaro ha scosso le nostre coscienze e ha spinto tanti uomini e donne a testimoniare la propria solidarietà. Non mancano espressioni di dissenso, soprattutto in relazione alla nostra richiesta di “testimoni” che assistano alla fine di Eluana e di una registrazione in video come dolente testimonianza. Era evidente il nostro intento di “provocare” un sussulto nelle coscienze, ma a qualcuno è apparso eccessivo.
In ogni caso, abbiamo deciso di pubblicare i vostri messaggi, sia quelli positivi sia quelli dissenzienti. Non pubblicheremo solo quelli apertamente offensivi e volgari. Chiunque sappia argomentare con rispetto il proprio dissenso ha le porte aperte. Le offese gratuite, la blasfemia o la volgarità non avranno alcuno spazio.
Grazie a tutti quelli che in queste ore sperano, come noi, che sia ancora possibile non dare attuazione alla sentenza di morte pronunciata contro Eluana.

Il portavoce di Scienza & Vita
Domenico Delle Foglie

COMMENTI E REAZIONI

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Messaggi 20 novembre


Frequentando la scuola ci si meravigliava della rupe Tarpea, noi oggi... Il progresso tecnologico da solo senza fede ci riporta indietro di tanti secoli. Ecco perché scienza e fede non debbono essere in contrapposizione. Se i medici fossero stati cattolici o gli scienziati o giudici, non ci sarebbe stato un caso Eluana. Forse chi soffre di più è il padre che pure va aiutato e non lasciato solo, ma la sua fede ? E' solo un gioco politico e non vorrei che fosse anche economico. Certo che la stampa ha un potere enorme ecco anche perché i giornali non li legge più nessuno! Vorrei che ci fosse una cultura della vita e non della morte. il solo progresso senza la fede sa portare solo discordia, disordine e morte. Avete tutto il mio appoggio. don Franco Pranzetti

I'm protesting against the killing of Eulana Englaro. Michal Zawisza, Gdansk (Polonia)

No all'uccisione di Eluana Englaro. Lux98

Permettetemi di esprimere una riflessione sulla storia di vita di Eluana.
--E’ indubbio che la sentenza della nostra Corte di Cassazione rammarica , addolora coloro che come me si sforzano ogni giorno di essere cristiani.
La sacralità della vita , per noi cristiani non può mai essere messa in discussione , ma viviamo in un contesto non cristiano e in questo contesto siamo chiamati a dare testimonianza della nostra fede.
La Corte di Cassazione è un Organo istituzionale dello Stato e come tale da cittadino rispetto le sue sentenze, né posso auspicare che esso emetta sentenze cristiane o musulmane , è con la mia vita che devo superare le leggi.
--Non vi sembra che gli annunci trionfalistici sulla vita, compresi i vostri , i toni spesso da crociata risentano di un clima ormai consueto in Italia , del gridare quando qualcuno grida, del cavalcare le emozioni pruriginose della gente, (vedi l’attenzione morbosa ai processi), salvo poi restare colpevolmente in silenzio di fronte alle vite uccise dagli incidenti sul lavoro, le morti bianche, alle vite uccise dei bambini rom spesso arsi vivi dalla povertà nelle povere roulotte, ai bambini eritrei, somali, ghanesi, che muoiono nei tentativi di sbarco sulle nostre coste?
L’attenzione alla vita è dal suo concepimento e fino alla morte? Perché allora ci soffermiamo , vi soffermate sempre a parlare esclusivamente di aborto o di eutanasia, come se poi, le offese alla vita, alla dignità umana ,nel quotidiano non ci, vi, appartenessero!
Non ho sentito alcun vostro pronunciamento sulle impronte ai bambini rom (grazie al cielo e al coraggio del Prefetto Mosca, poi non eseguite), o sulle possibili spese mediche da far pagare agli immigrati clandestini, spingendoli di fatto alla non cura, è etica cristiana anche questa o manca solo la bio, per avere da voi rilevanza.
Bruno Mitrugno, Brindisi

Aderisco pienamente all'appello a favore della sospensione della condanna a morte di Eluana. La vita di una persona disabile non ha meno valore di quella di una persona sana, e il trattamento che sembra essere destinato a Eluana non è poi così diverso da quello che, nella Germania nazista, veniva riservato alle " vite non degne di essere vissute". Chi può stabilire chi è degno o indegno di vivere ? Se il padre di Eluana, comprensibilmente, non si sente più in grado di assistere la figlia, invece di ucciderla la lasci in cura alle suore che hanno pubblicamente affermato di voler continuare a curarla. Giovanni Citterio, Monza





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Comunicato n° 28 del 13 novembre 2008

 

SCIENZA & VITA: “ELUANA CONDANNATA A MORTE:
ESECUZIONE PUBBLICA,
CON TESTIMONI E VIDEO ”

 

“Consapevoli che la sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione in riferimento al caso di Eluana Englaro non possa non essere rispettata e applicata, ci permettiamo però, da liberi cittadini di uno Stato libero, di dissentire. E chiediamo che alla lunga fine di Eluana, proprio perché si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana, non solo assistano alcuni testimoni, ma possa essere registrata in video e messa a disposizione di quanti ne facciano richiesta. Come accade nei Paesi che prevedono la pena di morte per i propri cittadini. Così i nostri figli e i nostri nipoti potranno scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di fame e di sete”. Questa la reazione dell’Associazione Scienza & Vita alla sentenza che “condanna a morte Eluana”.
“La decisione della Suprema Corte – osserva l’Associazione – di fatto autorizza la sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione che restano secondo noi, e anche per una larghissima parte dell’opinione pubblica italiana, semplici sostegni vitali e non terapie”.
“Da questa scelta consegue – rimarca Scienza & Vita – un’interpretazione riduttiva della vita, quale non degna di essere vissuta. E soprattutto l’idea che la vita umana sia disponibile. Ovvero, che ciascuno di noi possa esercitare addirittura un diritto di morire con il corrispettivo dovere di uccidere (perché qualcuno deve pure eseguire la sentenza). Diritto di morire che non è contemplato nella Costituzione e che sfida il criterio umanistico del favor vitae a cui essa si ispira”.

 

 

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Comunicato n° 27 del 09 Ottobre 2008

SCIENZA & VITA: ORA C'E' DAVVERO DA TEMERE
PER LA VITA DI ELUANA ENGLARO

“Un mercoledì nero per chi ama la vita”. Così l’Associazione Scienza & Vita, che tutela la vita dal concepimento fino alla morte naturale, si esprime sulla decisione della Consulta in riferimento al delicatissimo caso di Eluana Englaro. Emerge infatti con grande chiarezza la scelta del giudice costituzionale che, nel dichiarare inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione sollevati da Senato e Camera, pur precisando che le sentenze della Cassazione e della Corte d’Appello di Milano “hanno efficacia solo per il caso di specie”, in realtà mette in moto un meccanismo di concorrenza tra il Parlamento, che si troverebbe a dover legiferare in tutta fretta su un tema cruciale qual è il fine vita, e la Corte di Cassazione che già l’11 novembre si riunirà a sezioni unite per decidere se dare seguito all’interruzione dell’idratazione e alimentazione di Eluana.
A questo punto davvero Scienza & Vita teme per la sorte di Eluana, per quanti, in Italia, versano nelle stesse condizioni e per quanti vi si potrebbero trovare: cioè tutti noi. Se è vero, infatti, che la decisione della Consulta esclude che le sentenze già emesse possano costituire “meri schemi formali per esercitare funzioni di produzione normative” è lampante che la strada aperta dal tutore di Eluana, e che ha trovato giudici consenzienti, avrà altri emulatori. E soprattutto darà fiato a quanti, anche nelle aule parlamentari, sostengono che esista un diritto a morire e che idratazione e alimentazione siano terapie mediche (e non sostegni vitali da garantire sempre e comunque).
Infine, Scienza & Vita teme che dopo la condanna a morte di Eluana per mano di un giudice, e l’offesa portata alla coscienza di quella parte maggioritaria dell’opinione pubblica alla quale ripugna questo esito nefasto, sarà ancor più difficile, per il Parlamento, costruire una legge di autentica tutela della vita umana. Soprattutto in presenza di una parte della magistratura italiana particolarmente aggressiva sui temi della vita e talvolta malata di onnipotenza.


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Comunicato n° 25 del 25 Settembre 2008

SCIENZA & VITA: QUELLA LEGGE
SIA A FAVORE DELLA VITA


I recenti pronunciamenti giurisprudenziali sulle questioni di “fine vita” e l’orientamento del Parlamento a regolamentare la materia inducono l’Associazione Scienza & Vita a partecipare al dibattito pubblico su un’ipotesi legislativa. Scienza & Vita ribadisce i principi che ha sempre sostenuto a tutela della vita umana e della sua indisponibilità e auspica che un eventuale intervento legislativo si ispiri a quel “favor vitae” che è la vera matrice unificante dei valori costituzionali.
A questo proposito l’Associazione riafferma: Sì ad una legge che proibisca l’eutanasia in tutte le sue forme e l’abbandono del malato; No all’accanimento terapeutico; Sì all’alimentazione e all’idratazione come sostegno vitale; Sì alle cure palliative e alla terapia del dolore; Sì alla promozione di ogni forma di assistenza e di sostegno al malato e alla sua famiglia; Sì al rafforzamento della relazione medico/paziente, basata sull’alleanza terapeutica, quale luogo in cui si collocano sia le volontà del paziente, dichiarate in modo “certo” e “inequivocabile”, sia la responsabilità del medico – in ogni situazione clinica – di valutare in scienza e coscienza nel rispetto del bene supremo della vita; No ad una legge sul testamento biologico come forma di autodeterminazione quale scelta insindacabile su come e quando morire.

 

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Pubblichiamo l’ultima parte del testo della prolusione pronunciata ieri, 22 settembre, dall’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, all’apertura del Consiglio permanente che si svolge a Roma dal lunedì 22 a giovedì 25 settembre.

Da Eluana alla legge fine vita
11. Questi mesi estivi sono stati segnati dalla vicenda di Eluana Englaro, la giovane lecchese che, per un incidente stradale occorsole sedici anni fa, vive in stato vegetativo conseguente a un coma da trauma cranico. La partecipazione commossa alla sorte di questa giovane, la condivisione e il rispetto per la situazione di sofferenza nella quale versa la famiglia, sono i nostri primi sentimenti. È una condizione, quella di Eluana, che peraltro interessa circa altri due mila nostri concittadini sparsi per il territorio nazionale. Per loro e le loro famiglie, come pure per altri malati gravemente invalidati, è necessario un efficace supporto da parte delle istituzioni.
Non è questa la sede per richiamare l’iter abbastanza complesso che, rendendo questo caso emblematico, ha nel contempo evidenziato la nuova situazione venutasi a determinare in seguito a pronunciamenti giurisprudenziali che avevano inopinatamente aperto la strada all’interruzione legalizzata del nutrimento vitale, condannando in pratica queste persone a morte certa. Si è imposta così una riflessione nuova da parte del Parlamento nazionale, sollecitato a varare, si spera col concorso più ampio, una legge sul fine vita che – questa l’attesa – riconoscendo valore legale a dichiarazioni inequivocabili, rese in forma certa ed esplicita, dia nello stesso tempo tutte le garanzie sulla presa in carico dell’ammalato, e sul rapporto fiduciario tra lo stesso e il medico, cui è riconosciuto il compito – fuori da gabbie burocratiche – di vagliare i singoli atti concreti e decidere in scienza e coscienza. Dichiarazioni che, in tale logica, non avranno la necessità di specificare alcunché sul piano dell’alimentazione e dell’idratazione, universalmente riconosciuti ormai come trattamenti di sostegno vitale, qualitativamente diversi dalle terapie sanitarie. Una salvaguardia indispensabile, questa, se non si vuole aprire il varco a esiti agghiaccianti anche per altri gruppi di malati non in grado di esprimere deliberatamente ciò che vogliono per se stessi.
Quel che in ultima istanza chiede ogni coscienza illuminata, pronta a riflettere al di fuori di logiche traumatizzanti indotte da casi singoli per volgersi al bene concreto generale, è che in questo delicato passaggio – mentre si evitano inutili forme di accanimento terapeutico – non vengano in alcun modo legittimate o favorite forme mascherate di eutanasia, in particolare di abbandono terapeutico, e sia invece esaltato ancora una volta quel
favor vitae che a partire dalla Costituzione contraddistingue l’ordinamento italiano.
La vita umana è sempre, in ogni caso, un bene inviolabile e indisponibile, che poggia sulla irriducibile dignità di ogni persona (cfr Benedetto XV, Discorso di saluto e accoglienza ai giovani, Sydney, 17 luglio 2008), dignità che non viene meno, quali che siano le contingenze o le menomazioni o le infermità che possono colpire nel corso di un’esistenza. Alla luce di questa consapevolezza iscritta nel cuore stesso dell’uomo, e che non è scalfibile da evoluzioni scientifiche o tecnologiche o giuridiche, noi guardiamo con fiducia alle sfide che il Paese ha dinanzi a sé, sicuri che il nostro popolo – con l’aiuto del Signore – saprà trovare le strade meglio corrispondenti alla sua voglia di futuro e alla sua concreta vocazione.

Cardinale Angelo Bagnasco presidente della Conferenza episcopale italiana

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Comunicato n° 26 del 25 Settembre 2008

SCIENZA & VITA: RESPINTE ALL'UNANIMITA'
LE DIMISSIONI DI ADRIANO PESSINA

Il Consiglio Esecutivo dell'Associazione Scienza & Vita riunitosi oggi a Roma comunica di aver respinto all'unanimità le dimissioni del Prof. Adriano Pessina, auspicando di poter continuare ad avvalersi della sua grande competenza e professionalità.

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Ai Presidenti di Scienza e Vita
E ai componenti dell’Esecutivo

Cari colleghi e amici, prendo atto del vostro unanime rifiuto delle mie dimissioni dall’Esecutivo di Scienza e Vita, e vi ringrazio.
Poiché, come è noto, le mie posizioni in merito all’opportunità di una legge che introduca l’istituto delle dichiarazioni anticipate di volontà (finora chiamate testamento biologico o living will) non è mutata, apprezzo in modo particolare la vostra decisione. Essa mette in luce che in Scienza e Vita è possibile conservare una pluralità di pensiero in merito alle concrete strategie con le quali rendere operativi nella storia i principi e i valori condivisi.
Non soltanto la mia attuale posizione rappresenta una continuità rispetto al lavoro finora fatto da Scienza e Vita a proposito dei temi di fine vita, ma trova una parziale conferma nell’ultimo comunicato stesso dell’Associazione, laddove il riconoscimento della volontà del paziente è collocata dentro il rapporto con il medico, non si fa menzione di una dichiarazione previa, di natura legale, redatta da un cittadino che decide di disporre dei suoi giorni prima della stessa esperienza della malattia (secondo la prospettiva delle direttive anticipate).
All’interno di Scienza e Vita esiste di fatto un diverso modo di interpretare e valutare gli strumenti legislativi che oggi possono effettivamente garantire la tutela della persona umana, rafforzare l’idea pubblica, e non soltanto privata, della dignità dell’uomo in tutte le sue fasi di vita, promuovere quel “coraggio di vivere” che ha al suo centro la perseveranza terapeutica e la solidarietà umana.
Le questioni sono complesse, le prospettive presenti nella società italiana sono plurime: partecipare, come dice Scienza e Vita, al dibattito pubblico su questi temi è un dovere che può consolidarsi proprio grazie all’apporto delle solide ragioni che ognuno è in grado di esibire, contribuendo a sviluppare quella laicità metodologica che costituisce il terreno dell’incontro e del dialogo tra quanti, pur partendo da prospettive diverse, hanno a cuore lo sviluppo di una società aperta ai bisogni di cura e di assistenza nell’epoca della tecnologia.
Per questi motivi, e con questo spirito, rinnovando il mio ringraziamento ai Presidenti e ai componenti dell’Esecutivo, ritiro le mie dimissioni.

(Prof. Adriano Pessina)

 

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APPELLO DI SCIENZA & VITA:
"NO ALLA CONDANNA A MORTE
DI ELUANA ENGLARO" 
 

“No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro”.
In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale. Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale – peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari dell’opinione pubblica e della medicina – è a questo punto un dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere.
Per questo ci rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande “Sì” alla vita e un “No” insuperabile alla condanna a morte di Eluana.
Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation.
Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.



I presidenti

Maria Luisa Di Pietro         Bruno Dallapiccola



Le adesioni a questo appello dovranno essere inviate all’indirizzo mail segreteria@scienzaevita.org o via fax al numero 06/68195205

 

 

LISTA ADESIONI REGISTRATE

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