EVOLUZIONE-ISMO

Definizione
Evoluzione: mutamento nei secoli delle forme viventi; viene usato nell’accezione darwiniana per indicare un mutamento delle forme di vita basato sulla competizione, la lotta per il cibo e per la riproduzione; si dà ora spazio all’ipotesi di un’evoluzione basata sulla cooperazione e l’interazione degli individui e delle specie.

Realismo
In biologia, con il termine evoluzione, si intende il progressivo e ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti negli organismi viventi.
Questo processo si basa sulla trasmissione del patrimonio genetico di un individuo alla sua progenie e sull’interferenza dalle mutazioni dei geni stessi che furono studiate da Lamark e interpretate come dovute all’influsso dell’ambiente; alcuni anni dopo Charles Darwin le interpretò come casuali e selezionate dall’ambiente. Attualmente la seconda versione è quella più generalmente accettata.

Ragione
Evoluzione: cosa dice alla nostra vita?
La teoria dell’evoluzione, ipotesi utile e geniale, è ancor oggi una « teoria », non una « legge ». La teoria di Darwin fa oggi i conti con le nuove scoperte della genetica, che mostrano l’importanza dell’influsso dell’ambiente sull’espressione del genoma, concetto opposto all’idea che il genoma è l’unico motore della vita e che la vita stessa dipende da mutazioni casuali e dalla violenza con cui queste ultime si affermano per far trionfare il « più adatto ».

L’evoluzionismo darwiniano spiega la differenza delle specie con il fatto che a un certo punto l’ambiente cambia e sopravvive solo l’individuo che per una mutazione casuale ha le caratteristiche per non morire in presenza del nuovo ambiente; nascerebbe così una nuova specie e per definizione le specie diverse (cani o gatti) tra loro non possono riprodursi.

Ma se una giraffa improvvisamente acquisisce un collo lunghissimo perché le cambia il DNA iniziando una nuova specie e questo cambiamento è casuale, con chi si riprodurrà, dato che è impossibile che proprio nello stesso praticello avvenga l’unico altro cambiamento casuale dei DNA (di «provvidenziale casualità»)? Troverà intorno a sé solo giraffe che essendo non mutate sono di un’altra specie. Inoltre se le mutazioni di DNA possono portare a far sopravvivere alcuni e morire tutti gli altri meno adatti, questo evidentemente vale solo per alcune mutazioni macroscopiche da cui dipende la vita o la morte; ma cosa dire per le mutazioni minime, quelle che fanno essere più o meno belli ma non aiutano la sopravvivenza?
Come è possibile, usando solo l’assunto della sopravvivenza del più adatto, spiegare che nei secoli l’altezza umana è andata crescendo? Non credo certo, dicendo che chi nasce due centimetri più alto degli altri ha migliori capacità di sopravvivere o di accoppiarsi.
I dubbi sull’evoluzionismo non mettono in discussione che il mondo muti, che esista un cambiamento delle specie e delle culture, che alcuni pesci scompaiano e che alcuni animali possano per vari motivi nei millenni aver acquisito dei piedi o ali. Ma mettono in dubbio che questo sia casuale.

Empatia
Bellissimo è un universo in movimento, in cui tutto collabora e mostra un coordinamento strabiliante. In cui convive l’infinitamente piccolo con l’infinitamente grande ed emerge un essere con la coscienza, che gli/le permette di guardare senza paura a questi due infiniti e a scoprire in sé un’affinità con questo infinito e una sete di abbracciarlo.

Riferimenti Bibliografici:
Benedetto XVI, Omelia veglia pasquale, 23 aprile 2011.
E. Iablonka, Evolution in Four Dimensions: Genetic, Epigenetic, Behavioral, and Symbolic Variation in the History of Life (Life and Mind: Philosophical Issues) in Biology and Psychology, MIT Press, 2005.
S. Ginsburg, E. Jablonka, Epigenetic Learning in Non-Neural Organisms, in Journal of Bioscience 34 (2009) 633-646.

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