CATASTROFISMO

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Definizione
Tendenza postmoderna a vedere la catastrofe anche dove non c’è, che induce varie decisioni irrazionali in campo bioetico.

Realismo
Catastrofe, dal greco katà e strepho che significa « giro verso il basso ». Evento improvviso e drammatico, che stravolge la vita o la società. Il catastrofismo è la tendenza ad amplificare nel tempo e nello spazio gli effetti negativi di un evento avverso. È una carenza di realismo che sopravvaluta l’evento stesso, invece di dargli i dovuti confini. Può essere dovuto all’amplificazione dei singoli eventi negativi fatta dai mass-media, o al proprio vissuto giovanile che porta ad abbassare la soglia dello stress e a entrare in panico per eventi che non stravolgono la media delle persone.

Ragione
Il catastrofismo considera tutti i fattori di un evento? Evidentemente, essendo un deficit momentaneo della ragione, non prende in considerazione tutti gli aspetti di un evento, e per questo è fallace. D’altronde il modo in cui reagiamo a un evento avverso non dipende solo e soltanto dall’evento, ma da come noi lo viviamo. Possono entrare in gioco dei processi irragionevoli, come li definisce lo psichiatra Albert Ellis, del
tipo « L’esame è andato male, dunque tutti mi odiano » o « Il figlio non è come lo volevo, dunque è orrendo » oppure « Non ho le caratteristiche fisiche che vorrei, dunque sono da buttar via ». Questi ragionamenti irrazionali portano a comportamenti ansiosi o depressivi o aggressivi. Proprio perché invece di considerare tutti i fattori, in alcuni di noi prevale solo il pregiudizio, cioè quell’aspetto della realtà che siamo condizionati a considerare, anzi ad assolutizzare.

Come entra questo nel campo bioetico? Per il fatto che quella che è una patologia del singolo (vedi sopra) oggi è diventata una patologia della società. La società postmoderna è fobica che scappa da quello che non sa gestire invece di affrontarlo e che se non può scappare, tende a ipersemplificare e assolutizzare, accettando solo chi e ciò che rientra dentro uno stretto margine di caratteristiche. Condiziona le persone a reputare questo come una libera scelta, impegnando la propria autonomia nel decidere che proprio questi stretti margini sono quelli che lui/lei vuole per sé e per gli altri. Chi non rientra in questi stretti margini semplicemente « non è dei nostri », è rigettato e rifiutato secondo dei criteri irrazionali (« non rientrano in questi canoni, dunque sono orrendi »). Fino a pensare che ogni minimo imprevisto o inconveniente nella vita
sociale anche transitorio (clima, crisi economica, nascita di un figlio « diverso ») significhi necessariamente un disastro irreparabile.

Empatia
Si capisce quanto è incongruo il catastrofismo quando ci sentiamo voluti bene. Allora capiamo che la vita non è quel nero che dipingono, e che la speranza e la gioia sono possibili, oltre le nostre lamentele quotidiane. Il catastrofismo è una moda, ma una moda pervasiva, che ci permea dalla mattina quando ci alziamo alla sera quando pensiamo al domani; ma non è la realtà delle cose che la detta (anche se spesso affrontiamo il dolore e le delusioni), ma il modo in cui ce le fanno vedere.

Riferimenti Bibliografici:
A. Ellis, Overcoming Destructive Beliefs, Feelings, and Behaviors: New Directions for Rational Emotive Behavior Therapy 1, Prometheus Books, 2001.

image_pdf
facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail