Tema d'Attualità FORUM SUL FINE VITA CON FISC E SIR continua...
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Liberi per Vivere



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Ritorno - teatro / Liberi per Vivere



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Liberi per Vivere



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Vita in Festa / Liberi per Vivere



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LIBERI PER VIVERE, AMARE LA VITA FINO ALLA FINE



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Eluana - i fatti / Liberi per Vivere



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Polistena (Rc) - 15 Luglio 2009
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Loreto - 24 Luglio 2009
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Campo nazionale settore Giovani di Ac / Liberi per Vivere



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XXVI Seminario Estivo Vittoria Quarenghi / Liberi per Vivere



Spoleto - 02 Agosto 2009
Campo nazionale per educatori Acr / Liberi per Vivere



Bibione - 12 Agosto 2009
Vita è vita, fino alla fine / Liberi per Vivere



Spoleto - 17 Agosto 2009
Settimana nazionale famiglie: Educare alla vita / Liberi per Vivere



Spoleto - 22 Agosto 2009
Educare alla vita: Liberi per Vivere



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Educare: generare alla vita / Liberi per Vivere



Arezzo - 11 Ottobre 2009
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Genova - 20 Ottobre 2009
Prospettive di vita tra etica e responsabilità / Liberi per Vivere



Noha (Lecce) - 22 Gennaio 2010
“Il mondo della salute tra cambiamenti e sfide educative” / Liberi per Vivere



Alleati per il futuro dell'uomo, Associazione Scienza e Vita


 IL CONTATORE DI LIBERI PER VIVERE

 


Teniamo il conto di tutti gli eventi e appuntamenti in programma e già realizzati sul territorio italiano.

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Comunicato n° 28 del 01 Luglio 2009

SCIENZA & VITA: IL TRIBUNALE DI BOLOGNA
VA CONTRO LA LEGGE E PROMUOVE L’EUGENISMO


“L’ordinanza del Tribunale di Bologna è in piena contraddizione con la Legge 40, con la volontà espressa dal popolo italiano nel referendum del 2005 e anche da quanto recentemente espresso dalla Corte Costituzionale” Così l’Associazione Scienza & Vita commenta il recente pronunciamento che, nel dare il via libera alle procedure per eseguire la diagnosi preimpianto, di fatto mira a sovvertire la Legge 40.
“Infatti – continuano i due presidenti, Bruno Dallapiccola e Lucio Romano – lo stesso intervento della Corte Costituzionale non aveva cancellato l’assoluto divieto al ricorso alla diagnosi genetica preimpianto che, nello specifico dell’ordinanza, verrebbe praticata addirittura in una coppia non affetta da sterilità.
La riflessione etica alla base dell’ordinanza è quindi la volontà di ratificare, per via giudiziaria, una cultura eugenetica. Scienza & Vita esprime lo sconcerto per l’accelerazione della prassi giudiziaria rispetto ad una riflessione che dovrebbe essere sviluppata in altri contesti”.
“Con questa ordinanza – concludono Dallapiccola e Romano – si promuoverebbe la sovraproduzione e la selezione degli embrioni, la crioconservazione degli embrioni soprannumerari e la soppressione degli embrioni, sia direttamente, quando portatori di patologie, sia indirettamente, in quanto la distruzione degli embrioni è insita nella tecnica, come ampiamente documentato nella letteratura scientifica”.

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Comunicato n° 27 del 25 Giugno 2009

SCIENZA & VITA: IL SALUTO
DEI DUE COPRESIDENTI


Cari Amici,
ci è caro esprimere il nostro più vivo ringraziamento per la fiducia che ci è stata concessa a rappresentare l’Associazione Scienza & Vita. Vogliamo altresì manifestare il plauso per il lavoro svolto nel precedente triennio sia sotto il profilo culturale che scientifico e organizzativo. Merito riconosciuto alle competenze e alla professionalità della co-presidente uscente, professoressa Maria Luisa Di Pietro, per il magistero accademico, la testimonianza sui valori intangibili della vita, la profonda umanità e l’instancabile dedizione all’Associazione. La condivisione del lavoro svolto con il Consiglio esecutivo uscente, il portavoce e la segreteria tutta, ha consentito il raggiungimento di alti obiettivi in un contesto culturale spesso fortemente conflittuale e ideologizzato.
Il passaggio di testimone è segno di continuità di valori e di riconoscimento del lavoro svolto, in sintonia progettuale con i saperi e l’entusiasmo del neocostituito Consiglio esecutivo, aperto alla dialettica sociale in un positivo confronto che sia sempre per la tutela della vita umana nella sua intrinseca dignità.
Le numerose associazioni locali, dal rilevante profilo qualitativo, continueranno ad essere interlocutori privilegiati in comunione d’intenti e antropologia di riferimento.

Bruno Dallapiccola               Lucio Romano

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Comunicato n° 26 del 24 Giugno 2009

SCIENZA & VITA: DALL'ASSEMBLEA ELETTO IL NUOVO ESECUTIVO,
I DUE PRESIDENTI E DUE VICEPRESIDENTI

L'Associazione Scienza & Vita, riunita oggi in assemblea generale, ha eletto il nuovo consiglio esecutivo, i due nuovi presidenti e due vicepresidenti. Alla presidenza al genetista Bruno Dallapiccola si affianca il professor Lucio Romano, ginecologo dell'Università Federico II di Napoli. Le due vicepresidenti sono la professoressa Paola Ricci Sindoni e la dottoressa Daniela Notarfonso. Tesoriere e responsabile organizzativo il dottor Edoardo Patriarca.

Il nuovo esecutivo risulta così composto: dottor Carlo Valerio Bellieni, professor Roberto Colombo, professor Luca Diotallevi, professor Luciano Eusebi, professor Massimo Gandolfini, professor Gianluigi Gigli, dottoressa Emanuela Lulli, dottoressa Chiara Mantovani, dottoressa Daniela Notarfonso, dottor Gino Passarello, dottor Edoardo Patriarca, professoressa Paola Ricci Sindoni, professoressa Lorenza Violini.

"In un momento in cui sono sul tavolo una serie di problemi di rilevanza etica relativa alla vita - hanno dichiarato Dallapiccola e Romano - Scienza & Vita è conscia del ruolo che le compete nell'affrontare queste tematiche nel rispetto delle conoscenze scientifiche e antropologiche, avendo come riferimento la tutela della dignità dell'uomo dal concepimento alla fine naturale".

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Comunicato n° 24 del 15 Giugno 2009

SCIENZA & VITA: NUTRIZIONE E IDRATAZIONE
NON SONO ATTI MEDICI, MA SOSTEGNI VITALI

“La nutrizione di un essere umano in stato vegetativo non è un atto medico. Essa rientra, con l’idratazione, nella categoria dei sostegni vitali che non possono essere negati a nessuno”. Così l’Associazione Scienza & Vita, da sempre sostenitrice dell’indisponibilità della vita umana, interviene nel dibattito sollevato dalla presa di posizione della Fnomceo (Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri) che prevede la possibilità di interrompere la nutrizione dei malati in stato vegetativo, sulla base di dichiarazioni anticipate.
Scienza & Vita “prende atto della profonda spaccatura che si è manifestata all’interno della categoria medica” e invita “i vertici della Federazione ad accostarsi al tema secondo il principio di precauzione”. Pur prendendo atto che la Fnomceo sposa la causa dell’alleanza terapeutica fra medico e paziente, Scienza & Vita mette in guardia dal rischio “di abbassare la guardia negli stati vegetativi, come in generale nel fine vita, ovvero nei momenti di maggiore fragilità dell’esistenza umana”. Purtroppo – aggiunge l’associazione – il passo è breve: non basta proclamare di essere contro l’eutanasia e il suicidio assistito. Infatti – si chiede Scienza & Vita – cos’è il decidere in anticipo di lasciarsi morire di fame e di sete se non una forma di suicidio al quale il medico dovrebbe assistere impotente?

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IL PAPA: LIBERI PER VIVERE

E' CARITA' INTELLETTUALE

"Una forma essenziale di carità su cui le Chiese in Italia sono vivamente impegnate è anche quella intellettuale. Ne è un esempio significativo l'impegno per la promozione di una diffusa mentalità a favore della vita in ogni suo aspetto e momento, con un'attenzione particolare a quella segnata da condizioni di grande fragilità e precarietà. Tale impegno è ben testimoniato dal manifesto «Liberi per vivere. Amare la vita fino alla fine», che vede il laicato cattolico italiano concorde nell'operare affinché non manchi nel Paese la coscienza della piena verità sull'uomo e la promozione dell'autentico bene delle persone e della società. I «sì» e i «no» che vi si trovano espressi disegnano i contorni di una vera azione educativa e sono espressione di un amore forte e concreto per ogni persona. Il pensiero torna dunque al tema centrale della vostra assemblea — il compito urgente dell'educazione — che esige il radicamento nella Parola di Dio e il discernimento spirituale, la progettualità culturale e sociale, la testimonianza dell'unità e della gratuità".

Papa Benedetto XVI ai Vescovi italiani, 28 maggio 2009

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Comunicato n° 23 del 28 Maggio 2009

SCIENZA & VITA: GRAZIE AL PAPA PER “LIBERI PER VIVERE”
GIA’ SUPERATA LA SOGLIA DEI 100 EVENTI IN TUTTA ITALIA

E’ con il cuore colmo di gioia e con spontanea emozione che l’Associazione Scienza & Vita accoglie le parole di incoraggiamento che quest’oggi il Papa Benedetto XVI ha voluto riservare al Manifesto “Liberi per Vivere, Amare la vita fino alla fine” nel discorso rivolto all’assemblea dei vescovi italiani.
Il Manifesto, com’è noto, è la base per una grande operazione di coscientizzazione popolare sul tema della vita in condizione di grande fragilità e precarietà.
L’Associazione Scienza & Vita sottolinea inoltre l’apprezzamento rivolto al laicato cattolico italiano che il Papa vede “concorde nell’operare affinché non manchino nel Paese la coscienza della piena verità sull’uomo e la promozione dell’autentico bene delle persone e della società” .
Come Scienza & Vita, ma facendoci interpreti del pensiero grato di tutte le 41 associazioni, movimenti e nuove realtà ecclesiali che hanno aderito con generosità al Manifesto “Liberi per Vivere”, ci sentiamo tantopiù impegnati a diffondere questi valori in tutto il territorio nazionale.
Proprio in queste ore – conclude l’Associazione – abbiamo superato la soglia simbolica dei primi 100 incontri ed eventi svoltisi in ogni angolo d’Italia. Ma è solo l’inizio di un cammino che ci porterà ad incontrare milioni di italiani e a riflettere insieme sul valore della vita in ogni condizione, anche e soprattutto di massima fragilità.

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Comunicato n° 22 del 26 Maggio 2009

SCIENZA & VITA: CON IL CARDINALE BAGNASCO
SU FINE VITA E RISCHIO EUGENETICA


L’Associazione Scienza & Vita, promotrice dell’operazione “Liberi per Vivere” con la quale si sta già realizzando una grande coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita, accoglie con attenzione e soddisfazione le parole pronunciate dal Cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione all’Assemblea generale della Conferenza Episcopale.
“Il suo richiamo alla minaccia del disconoscimento del valore di ogni istante e di ogni condizione della vita – afferma l’Associazione – ci trova in prima linea nel riaffermare il nostro impegno, in dialogo costante anche tra credenti e non credenti che amano la vita dal concepimento alla morte naturale. In quest’ottica non possiamo che apprezzare la sottolineatura fatta dal cardinale Bagnasco sull’impegno del laicato nel contrastare il cosiddetto diritto a morire”.
“L’autodeterminazione assoluta – precisa Scienza & Vita – non è esercizio di vera libertà, così come autorizzare la privazione dell’acqua e del nutrimento a chi è in stato vegetativo non è rispetto della vita. Anzi ripropone, in chiave moderna, lo scandalo dell’ineguaglianza tra tutti gli esseri umani, in base al quale appunto una vita è degna di essere vissuta e un’altra no, magari in omaggio ad un astratto quanto disumano criterio di qualità della vita stessa”.
Questo stesso criterio potrebbe essere introdotto dalla paventata deriva eugenetica a seguito di “interpretazioni della legge 40/2004, che forzosamente vengono avanzate sul piano della prassi come su quello giurisprudenziale”.
Scienza & Vita condivide la preoccupazione per tale rischio e s’impegna a vigilare, come è già accaduto in passato, affinché, anche attraverso l’emanazione di linee guida conformi, non si assista a un uso improprio della legge stessa.

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LA PROLUSIONE DEL CARD. BAGNASCO:
"AVERE A CUORE LA BIOETICA
E’ AVERE A CUORE L’UGUAGLIANZA"

Conferenza Episcopale Italiana
59a Assemblea generale
Roma, 25-29 maggio 2009

Estratto dalla Prolusione del Cardinale Presidente S. E. Angelo Bagnasco:
“6. Il consenso, francamente non cercato, che una serie di iniziative caritative adottate nell’ultimo periodo avrebbe procurato alla Chiesa, ha indotto taluno a chiedersi se non sia opportuno concentrarci sul terreno della carità, dove s’incontrano facili consensi, piuttosto che in quello assai più contrastato della bioetica. Ancora una volta veniva con ciò posto l’antico dilemma tra lo smalto dell’amore tradotto in opere e l’opacità che deriverebbe dall’affermazione di certi principi dottrinali. All’obiezione, riproposta oggi in termini cortesi, piacerebbe rispondere rilevando come il punto germinale di entrambe queste tensioni ecclesiali – quella della carità e quella della verità sull’uomo – sia in realtà lo stesso, ossia l’esempio di Gesù, anzi la sua stessa persona, il suo essere buon samaritano della storia e per ciò stesso rivelatore della cifra inconfondibile di ogni esistenza umana. A ben guardare, la vicenda dell’umanità rivela come la persistenza di un amore effettivamente altruista sia in realtà condizionata dall’annuncio della misura intera dell’umano. Fraintendimenti e deviazioni restano incombenti, se non si è costantemente richiamati al valore incomparabile della dignità umana, che è minacciata dalla miseria e dalla povertà almeno quanto è minacciata dal disconoscimento del valore di ogni istante e di ogni condizione della vita. Avere a cuore i temi della bioetica è un modo, non l’ultimo, per avere a cuore l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani. Non si può assolutizzare una situazione di povertà a discapito delle altre; ma non si può nemmeno distinguere tra vita degna e vita non degna. Non c’è contraddizione tra mettersi il grembiule per servire le situazioni più esposte alla povertà e rivolgere ai Responsabili della democrazia un rispettoso invito affinché in materia di fine vita non si autorizzi la privazione dell’acqua e del nutrimento vitale a chi è in stato vegetativo. È una questione di coerenza. Rispetto alle diverse stazioni della «via crucis» che l’uomo di oggi affronta, la Chiesa non fa selezioni. La sua iniziativa però non ha mai come scopo una qualche egemonia, non usa l’ideale della fede in vista di un potere. Le interessa piuttosto ampliare i punti di incontro perché la razionalità sottesa al disegno divino sulla vita umana sia universalmente riconosciuta nel vissuto concreto di ogni esistenza e per una società veramente umana.
In questa chiave, e a proposito di un ambito delicatissimo come quello della fecondazione artificiale, non possiamo tacere il rischio strisciante di eugenetica che potrebbe insinuarsi nel nostro costume a causa di interpretazioni della legge 40/2004, che forzosamente vengono avanzate sul piano della prassi come su quello giurisprudenziale.
È noto come da oltre un mese sia in corso un serio impegno del nostro laicato che, all’insegna del motto «Liberi per vivere», intende approfondire e fare proprie le ragioni per cui il morire non può diventare un diritto che taluno invoca per sé o per altri. Se una tale pretesa infatti dovesse approdare nella legislazione e da qui attecchire nella mentalità corrente, le conseguenze sarebbero fatali anzitutto sul piano di quegli autentici diritti umani che costituiscono il portato di una intera civiltà. Tra il cosiddetto «diritto a morire» e gli altri diritti non vi è infatti alcuna omogeneità ontologica. È semmai la teoria dell’autodeterminazione che funge in questo caso da dottrina qualificante il discutibile diritto a morire. Il valore della libertà si iscrive nella dimensione relazionale che costituisce la persona e la rende non isola tra isole, ma punto luminoso correlato intrinsecamente agli altri soggetti. E si iscrive altresì nella verità delle cose e nell’orizzonte delle nostre scelte che infatti ci qualificano sul piano morale del bene e del male. Risuonano belle e impegnative le parole di Gesù: «La verità vi farà liberi» (Gv 8, 32)”.

 

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Comunicato n° 20 del 08 Maggio 2009

SCIENZA & VITA: LE MOTIVAZIONI DELLA CONSULTA
SULLA LEGGE 40 PIU’ARDITE DELLA STESSA SENTENZA


“Là dove non era riuscito un referendum fallito, ci ha pensato la Corte Costituzionale che ha di fatto riscritto alcune parti della legge 40 contro le scelte del legislatore, peraltro passate indenni al vaglio della volontà popolare”. Così l’Associazione Scienza & Vita reagisce alle motivazioni della sentenza della Consulta che “di fatto sembrano insidiare la legge 40 e stravolgere l’effetto di bilanciamento fra la madre e il concepito. Da un lato la madre si riserva di rifiutare il concepito e questo le viene oggettivamente consentito dalla interpretazione della Consulta, mentre il concepito stesso è un soggetto inerme, privo di diritti, nelle mani di chi lo ha chiamato alla vita e del medico. E questo sarebbe il nuovo bilanciamento dei diritti nella versione della Consulta?”.
“C’è poi un secondo elemento preoccupante che fa sorgere il sospetto di un’iniquità potenziale: come viene scelto il singolo embrione da impiantare? Le motivazioni eludono la domanda, ma nel frattempo offrono al medico la possibilità di produrre un numero di embrioni superiore a tre. Ribadiamo la domanda: come il medico sceglierà quel singolo embrione da impiantare? Insomma, il rischio della selezione embrionale è dietro l’angolo. E ricordiamo a chi non lo avesse percepito che questa altro non è se non una moderna pratica eugenetica”.
“Più in generale – osserva Scienza & Vita – in diverse parti le motivazioni sembrano spingersi sin là dove la sentenza in sé non lascerebbe presumere ci si potesse avventurare. Di qui la domanda: i medici dovranno adeguarsi alla sentenza o inseguire le più ardite motivazioni? E poi come si compongono queste motivazioni con tutta la rete dei divieti e delle precauzioni presenti nella Legge 40 e di cui anche la Consulta ha riconosciuto la fondatezza? Un’altra bella grana e tanta materia per avvocati e giudici. Non è detto che alla fine qualcuno si troverà a rimpiangere le certezze che la Legge 40 sino a ieri garantiva. O forse, a pensar male, qualcuno tifa per un nuovo Far West”.

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"Ho accettato di candidarmi per il Parlamento europeo"

IL CONSIGLIERE GIGLI

SI AUTOSOSPENDE

Ai Presidenti ed al Consiglio Esecutivo
dell'Associazione Scienza & Vita

Cari Amici,

mi è stato chiesto con insistenza e autorevolezza di dare la mia disponibilità a candidarmi nelle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo.
Dopo una attenta riflessione e dopo essermi consultato a dovere, ho deciso di accettare la proposta. Sarò pertanto candidato nella circoscrizione del Nord Est per la lista dell'UDC.
Ho deciso di fare questo passo soprattutto per continuare l'impegno portato avanti da tanti anni insieme al popolo della vita, in modo del tutto particolare nelle vicende che recentemente hanno lacerato il Paese e che hanno trovato il loro epilogo proprio a Udine, la città in cui risiedo.
Per correttezza e rispetto verso l'autonomia della nostra Associazione, comunico pertanto la mia doverosa sospensione da ogni attività di Scienza & Vita e da ogni rappresentanza della stessa in dibattiti e interviste.
La decisione è stata difficile, ma anche esaltante. Sono convinto infatti che molti dei temi a noi più cari, a cominciare da quelli della vita e della famiglia, si giochino oggi in Europa prima ancora che a Roma.
Ritengo pertanto di poter portare un contributo qualificato e fortemente radicato nella sua identità.
Spero di poter contare sulla vostra attenzione e simpatia nel percorso accidentato su cui mi sono avviato.
Ringrazio tutti voi per il sostegno e la collaborazione ricevuta in questi anni, passati a lavorare insieme perché una cultura più rispettosa della vita potesse affermarsi in Italia.
Comunque andranno le cose nella competizione elettorale, potete star certi che continuerò ad essere sempre al servizio dei comuni ideali.
Un forte abbraccio a tutti

Gian Luigi Gigli

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Comunicato n° 19 del 18 Aprile 2009

SCIENZA & VITA: MILLE INCONTRI DI POPOLO
PER AMARE LA VITA FINO ALLA FINE

Uno, cento, mille incontri in ogni angolo d’Italia per prendere coscienza sui valori in gioco nella fase finale della vita, che non è mai disponibile ed è sempre unica e irripetibile. E’ questo l’impegno assunto dai presidenti delle associazioni locali di Scienza & Vita convocati d’urgenza a Roma per approfondire il contenuto del Manifesto “Liberi per Vivere”, lanciato il 20 marzo scorso e sottoscritto da 41 associazioni, movimenti e nuove realtà ecclesiali. “Il Manifesto costituisce la base di partenza per una grande operazione di coscientizzazione popolare – ha precisato Maria Luisa Di Pietro, presidente dell’associazione – con la quale vogliamo rimettere al centro la persona umana con tutte le sue fragilità e particolarmente nella fase finale della vita. Per farlo diciamo tre sì e tre no molto impegnativi, ma sapremo motivarli nel discorso pubblico sulla base della ragione”.
Ecco i tre grandi sì: alla vita, alla medicina palliativa, ad accrescere e umanizzare l’assistenza ai malati e agli anziani. Ed ecco i tre grandi no: all’eutanasia, all’accanimento terapeutico e all’abbandono di chi è più fragile. Tutto questo sarà oggetto – precisa Scienza & Vita – di una grande campagna di formazione e informazione che vedrà il moltiplicarsi di incontri in tutta Italia, ma anche la diffusione di milioni di dépliant che raggiungeranno tutti i cittadini e tutte le famiglie attraverso la straordinaria rete costituita da associazioni e movimenti che hanno aderito al Manifesto valoriale. Il cui sottotitolo – conclude Scienza & Vita – reca in sé anche la “mission”: amare la vita fino alla fine.

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Comunicato n° 18 del 02 Aprile 2009

SCIENZA & VITA: LA LEGGE 40 E’ COLPITA
MA L’IMPIANTO GENERALE RESTA INTATTO


La Legge 40 ha subito un collasso? Certamente no. E’ questo il giudizio dell’Associazione Scienza & Vita all’indomani della sentenza della Corte costituzionale che ha accolto parzialmente i ricorsi mossi contro la Legge 40.
Nei fatti, in attesa della lettura delle motivazioni della sentenza che consentiranno di esprimere un giudizio più ponderato, l’Associazione Scienza & Vita, che nel referendum ha guidato il fronte astensionista, osserva che i pilastri della legge sono ancora, alla prova dei fatti, quasi tutti ben saldi.
Di sicuro, Scienza & Vita è innegabilmente preoccupata della possibilità che la sentenza ha aperto per la creazione di un nuovo numero illimitato di embrioni il cui destino appare incerto e per le gravi conseguenze che la necessaria iperstimolazione ovarica avrà sulla salute delle donne. L’associazione si dice comunque certa che il continuo affinamento delle tecniche, la rinnovata professionalità dei centri di Pma italiani e la crescente coscienza degli operatori del settore, argineranno le alterazioni causate da questa ferita inferta all’impianto primigenio della legge. Una “ferita” voluta in maniera pretestuosa anche contro ogni evidenza scientifica e contro i dati diffusi dal ministero del Welfare relativamente all’applicazione della Legge 40 nel 2007.
Si auspica – conclude Scienza & Vita – che da parte del ministero del Welfare vi sia un intervento deciso, anche attraverso le linee guida, finalizzato ad eliminare ogni possibile ambiguità e ad operare una radicale limitazione del danno, fatto salvo l’impianto garantista della legge nei confronti sia dell’embrione sia della donna.

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Comunicato n° 17 del 27 Marzo 2009

SCIENZA & VITA: PMA, FINALMENTE RACCOLTI TUTTI I DATI
COSI’ E’ PIU’ CHIARO CHE LA LEGGE 40 FUNZIONA

“La legge 40 funziona? Lo sospettavamo”. Così l’Associazione Scienza & Vita che guidò il fronte dell’astensione in occasione del referendum abrogativo, commenta i dati che emergono dalla relazione al Parlamento sulla Procreazione medicalmente assistita, illustrata quest’oggi dal sottosegretario Eugenia Roccella.
“In particolare – osserva Scienza & Vita – emergono molti elementi positivi, quali l’aumento dei cicli, delle gravidanze e dei nati vivi. Inoltre è da notare come sia particolarmente bassa la percentuale della sindrome da stimolazione ovarica, scesa allo 0,5 per cento contro l’1 per cento della media europea. Certo, resta il dato non ancora rassicurante delle gravidanze trigemellari, che ci si augura possa presto rientrare nella media europea attraverso un più accurato trasferimento di embrioni”.
Un particolare plauso viene espresso da Scienza & Vita nei confronti del sottosegretario Roccella “per essere riusciti finalmente a tracciare un bilancio sulla base di dati omogenei. Infatti, nelle precedenti relazioni, non erano raccolti i dati di tutti i 342 centri che operano nel settore. Questa volta, invece, si dispone di un raffronto scientificamente fondato, che spazza via tutti i dubbi. Davvero la legge 40 funziona e dà una risposta adeguata alle esigenze delle donne italiane e allo sviluppo della ricerca, anche se sono in troppe ad accedere a queste tecniche in un’età molto avanzata, di sicuro molto più alta di quella delle altre donne europee”.

 

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Comunicato n° 16 del 23 Marzo 2009


SCIENZA & VITA GRATA AL CARDINALE BAGNASCO
PER “L’INCORAGGIAMENTO E IL SOSTEGNO”

Con gioia e sincera riconoscenza l’Associazione Scienza & Vita accoglie “l’incoraggiamento e il sostegno” espressi quest’oggi dal cardinale Angelo Bagnasco per l’iniziativa annunciata nei giorni scorsi, a partire dal Manifesto “Liberi per Vivere”, con la quale si intende realizzare una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita.
L’Associazione inoltre fa proprio, con slancio e convinzione, l’impegno come “società civile a mobilitarsi per acquisire in prima persona una coscienza più matura della posta in gioco in termini antropologici e culturali, così da evitare nel futuro ingorghi concettuali e tentazioni di delega”.
Infine Scienza & Vita condivide le parole del presidente della Cei: “Su un versante molto importante spetta alla politica agire nell’approntare e varare, senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge che – in seguito al pronunciamento della Cassazione – preservi il Paese da altre analoghe avventure, ponendo attenzione a coordinarlo con l’altro sospirato provvedimento relativo alle cure palliative, e mettendo mano insieme alle Regioni ad un sistema efficace di hospice che le famiglie attendono non per sgravarsi di un peso, ma per essere aiutate a portarlo”.
In quest’opera di coscientizzazione popolare Scienza & Vita avrà al suo fianco, non solo il Forum delle Associazioni familiari, ma anche Retinopera e l’intero universo del laicato cattolico italiano.

 

 

Scarica la Prolusione del Cardinale Presidente Sua Em.za Card. Angelo Bagnasco

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Comunicato n° 15 del 20 Marzo 2009

CON IL MANIFESTO “LIBERI PER VIVERE”
L’ANNUNCIO DI UNA GRANDE INIZIATIVA POPOLARE


“Liberi per Vivere”: è questo il titolo del Manifesto presentato questa mattina a Roma dall’Associazione Scienza & Vita, dal Forum delle Associazioni familiari e da Retinopera.
Il contenuto del Manifesto, mediante il quale viene lanciata una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita, è stato illustrato da Maria Luisa Di Pietro (copresidente di Scienza & Vita) e ha ottenuto il sostegno convinto e immediato dei presidenti delle altre due “reti”: Giovanni Giacobbe (Forum) e Franco Pasquali (Retinopera).
L’obiettivo di questa operazione culturale è quello di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano, innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali, in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita. Ma per fare questo è necessario il coinvolgimento di tutte le espressioni del laicato cattolico. A tal fine, è stata già raccolta l’adesione convinta e consapevole di tutto il mondo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane. Il Manifesto, infatti, è già stato sottoscritto da oltre trenta presidenti, anche in rappresentanza di categorie che sono già in prima linea nella difesa della vita. Oltre alle tre reti promotrici, sino ad ora hanno già aderito: Azione cattolica, Cl, Acli, Mcl, Mpv, RnS, Cammino Neocatecumenale, Comunità di Sant’Egidio, Coldiretti, Famiglie nuove, Ugci, Acos, Amci, Aris, Cnal, Cif, Conf. Naz. Consultori d’ispirazione cristiana, Copercom, Fuci, Meic, Unitalsi, Age, Agesc, Csi, Ucfi, Icra, Confed. Naz. Misericordie, Vivere In, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Ucid, e altri si stanno aggiungendo. Dunque un grande momento unitario, di popolo, che prelude all’esplosione di migliaia di iniziative su tutto il territorio italiano. Si tratterà innanzitutto di momenti di catechesi sulla vita, ovvero di profondo discernimento cristiano, ma anche incontri, eventi e confronti pubblici. Anche in questa occasione la fantasia e la partecipazione del popolo cristiano farà la differenza.
In ogni caso - è stato ribadito nel corso della conferenza stampa – non mancherà il confronto e il dialogo con i non credenti che condividono il rispetto per la vita in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale.

Ecco il testo integrale del Manifesto


LIBERI PER VIVERE
Amare la vita, fino alla fine.


L’uomo è per la vita. Tutto in noi spinge verso la vita, condizione indispensabile per amare, sperare e godere della libertà. Il dramma della sofferenza e la paura della morte non possono oscurare questa evidenza. Chi sta male, infatti, chiede soprattutto di non essere lasciato solo, di essere curato e accudito con benevolenza, di essere amato fino alla fine. Anche in situazioni drammatiche, chiedere la morte è sempre l’espressione di un bisogno estremo d’amore; solo uno sguardo parziale può interpretare il disagio dei malati e dei disabili come un rifiuto della vita. Persino nelle condizioni più gravi ciò che la persona trasmette in termini affettivi, simbolici, spirituali ha una straordinaria importanza e tocca le corde più profonde del cuore umano.

Certo, la possibilità di levar la mano contro di sé, di rinunciare intenzionalmente a vivere, c’è sempre stata nella storia dell’umanità; ma in nessun popolo è esistita la pretesa che questa tragica possibilità fosse elevata al rango di diritto, di un “diritto di morire”, che il singolo potesse rivendicare come proprio nei confronti della società.

La persona umana, del resto, si sviluppa in una fitta rete di relazioni personali che contribuiscono a costruire la sua identità unica e la sua irripetibile biografia. Troncare tale rete è un’ingiustizia verso tutti e un danno per tutti. Teorizzare la morte come “diritto di libertà” finisce inevitabilmente per ferire la libertà degli altri e ancor più il senso della comunità umana. Per chi crede, poi, la vita è un dono di Dio che precede ogni altro suo dono e supera l’esistenza umana; come tale non è disponibile, e va custodito fino alla fine. Esistono malattie inguaribili, ma non esistono malattie incurabili: la condivisione della fragilità restituisce a chi soffre la fiducia e il coraggio a chi si prende cura dei sofferenti.
La vera libertà per tutti, credenti e non credenti, è quella di scegliere a favore della vita, perché solo così è possibile costruire il vero bene delle persone e della società. Per questo sentiamo di dover dire con chiarezza

tre grandi :

alla vita
alla medicina palliativa
ad accrescere e umanizzare l’assistenza ai malati e agli anziani

e tre grandi
NO

No all’eutanasia
No all’accanimento terapeutico
No all’abbandono di chi è più fragile

Come cittadini sappiamo che la nostra Costituzione difende i diritti umani non già come principi astratti, ma come il presupposto concreto della nostra vita che è nello stesso tempo fisica e psichica, privata e pubblica. Mai come oggi la civiltà si misura dalla cura che, senza differenze tra persone, viene riservata a quanti sono anziani, malati o non autosufficienti. Occorre in ogni modo evitare di aggiungere pena a pena, ma anche insicurezza ad insicurezza.
Chiediamo che le persone più deboli siano efficacemente aiutate a vivere e non a morire, a vivere con dignità, non a morire per falsa pietà. Solo amando la vita di ciascuno fino alla fine c’è speranza di futuro per tutti.

Maria Luisa Di Pietro

Bruno Dallapiccola

Giovanni Giacobbe 

Franco Pasquali

 

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Comunicato n° 14 del 18 Marzo 2009

ASSOCIAZIONE SCIENZA & VITA,
FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI E RETINOPERA
CONFERENZA STAMPA SUL MANIFESTO “LIBERI PER VIVERE”


L’Associazione Scienza & Vita promuove una grande opera di coscientizzazione popolare sulla fine della vita. Al suo fianco il Forum delle Associazioni familiari e Retinopera.
L’iniziativa sarà presentata venerdì prossimo, 20 marzo, a Roma, presso la sede nazionale dell’Associazione (Lungotevere Vallati 10) alle ore 12.00.
Nell’occasione verrà illustrato il Manifesto “Liberi per Vivere” che verrà sottoscritto dai dirigenti di Associazioni, Movimenti e Nuove realtà ecclesiali italiane, e che costituirà il punto di riferimento per un grande discernimento comunitario all’interno delle parrocchie e dei gruppi ecclesiali di tutto il Paese.

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Alla conferenza stampa, parteciperanno:

Maria Luisa Di Pietro  Presidente di Scienza & Vita
Giovanni Giacobbe   Presidente del Forum delle Associazioni familiari
Franco Pasquali    Coordinatore di Retinopera

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Per accreditarsi e per ulteriori informazioni, chiamare la segreteria di “Scienza & Vita”: 06/68192554

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Comunicato n° 13 del 27 Febbraio 2009

SCIENZA & VITA: MAI PRESENTATA
DENUNCIA PER OMICIDIO VOLONTARIO


L’Associazione Scienza & Vita in merito al lancio di agenzia ANSA delle ore 1.48 del 27.2.2009 fa presente di non aver mai presentato alla Procura di Udine alcuna denuncia verso chicchessia per omicidio volontario in relazione alla vicenda della signora Eluana Englaro. Il Coordinamento Friulano “Per Eluana e per tutti noi”, a cui Scienza & Vita aderisce come socio fondatore, ha presentato, mentre ancora la signora Englaro era viva e ricoverata alla Quiete, degli esposti nei quali si evidenziavano i motivi per cui, secondo le informazioni diffuse, si riteneva l’esecuzione del protocollo in contrasto con le leggi ed i regolamenti sanitari vigenti, invitando le autorità giudiziarie ad attivarsi affinché fosse interrotto il processo inteso ad affrettare la morte di Eluana. Appare quindi completamente destituita da fondamento la notizia presentata dal lancio di Agenzia e se ne chiede quindi formale e sollecita smentita.

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Comunicato n° 12 del 26 febbraio 2009

SCIENZA & VITA: SONO SOLO SOSTEGNI VITALI
ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE NON SI TOCCANO


“Sì all’alimentazione e all’idratazione come sostegni vitali”. Lo ricorda l’Associazione Scienza & Vita che interviene nel dibattito politico-culturale che in queste ore si è fatto ancor più acceso, in riferimento ad una legge che tuteli il fine vita. “Una disciplina – precisa Scienza & Vita – che non può e non deve prevedere la possibilità di rinunciare all’alimentazione e all’idratazione. Una tentazione, quest’ultima, che emerge nelle schiere dei laici e talvolta si insinua persino in ambienti cattolici e che deve essere assolutamente respinta”.
Auspicando che la normativa nasca nel segno del “favor vitae”, Scienza & Vita ricorda anche altri sei punti “qualificanti”: Sì ad una legge che proibisca l’eutanasia in tutte le sue forme e l’abbandono del malato; No all’accanimento terapeutico; Sì alle cure palliative e alla terapia del dolore; Sì alla promozione di ogni forma di assistenza e di sostegno al malato e alla sua famiglia; Sì al rafforzamento della relazione medico/paziente, basata sull’alleanza terapeutica, quale luogo in cui si collocano sia le volontà del paziente, dichiarate in modo “certo” e “inequivocabile”, sia la responsabilità del medico – in ogni situazione clinica – di valutare in scienza e coscienza nel rispetto del bene supremo della vita; No ad una legge sul testamento biologico come forma di autodeterminazione quale scelta insindacabile su come e quando morire”.