L’Enciclica di Benedetto XVI°, Spe salvi, è rivolta a un mondo tormentato e confuso, ad una umanità “sazia e disperata” che spesso la speranza l’ha persa.
L’uomo ha bisogno della speranza per vivere: una speranza che riguarda l’uomo singolarmente, ma che ha e deve avere, anche una dimensione “comunitaria”.
Secondo il Papa essa,anche se fondata sull’ “oltre”, comincia già qui in terra, perché il regno del Dio che possiede il volto umano è già presente dove il suo amore ci raggiunge; si apprende nella preghiera, nella sofferenza, nell’idea di un giudizio finale che chiama a rendere ragione delle responsabilità e della nostra vita.
La preghiera come purificazione interiore del cuore rappresenta anche la vera possibilità di apertura agli altri.
L’incontro con Dio impegna ad operare nella storia ma permette anche di evitare ogni sorta di “perfettismo” sociale ossia l’assolutizzazione delle speranze piccole e delle utopie umane.
In fondo, la storia delle involuzioni dell’epoca moderna e delle ideologie totalitarie del novecento, col loro contenuto mistico, può essere letta anche come la risposta sbagliata ad un bisogno di assoluto e di Speranza non soddisfatti.
ultimo aggiornamento il 9 Marzo 2022

