L’emergenza educativa Dell’emergenza educativa parlano il Papa e il cardinal Bagnasco, ma il tema è ormai divenuto di dominio comune e non solo in un ambito religioso ma anche nel dibattito culturale, civile e politico. Certo per l’uomo di oggi la consapevolezza di sé e della realtà è diventata difficile per i cambiamenti improvvisi e impressionanti: l’accelerazione nella ricerca e nelle scoperte, specie, della biologia e delle neuro scienze; i mezzi di comunicazione e la mobilità che mettono accanto modi di pensare e modi vita tutti diversi; un laicismo che allontana dalle radici cristiane della nostra civiltà; una precarietà di rapporti che fa parlare di una società “liquida” o “liquefatta”. In tale contesto si assiste, secondo il cardinal Bagnasco a una sorta di “deregulation educativa” e se educare non è mai stato facile, oggi, però “si é sedimentata l’idea che sia impossibile educare e quindi si rinuncia in partenza”. Riflettendo sui termini sui quali il rapporto educativo si sviluppa e cioè i soggetti interessati da una parte e i contenuti dall’altra, si nota che oggi per svariati motivi sono in grosse difficoltà, se non addirittura in crisi, i soggetti educanti, le agenzie educative primarie, famiglia e scuola, mentre coloro che debbono essere educati soggiacciono a un fuoco di fila di messaggi e modelli quantomeno contrastanti. Però è soprattutto per i contenuti che diventa problematico il processo educativo. L’educazione deve partire da una visione dell’uomo, da valori di fondo, da convinzioni forti, siano esse religiose o laiche di ordine razionale. Per educare occorre un modello e una gerarchia di valori; se, però, in una ottica di relativismo, tutto è ritenuto equivalente e sensato, se non c’è un riferimento a qualcosa di oggettivo e a un’idea di natura vera delle cose e dei comportamenti, tutto diventa situazionale, storico e intercambiabile. L’individuo, se tutto è possibile, deve solo realizzarsi come vuole, autodeterminarsi, incurante degli altri e del bene comune. Si annulla tutto il processo faticoso della educazione e si cancella quello spazio che prima era occupato dalla “virtù” nella dialettica tra l’essere e il dover essere , tra le pulsioni e un bene oggettivo. Nella stagione del multiculturalismo e del laicismo estremo, quando si è perduto un universo culturale di valori che se non era omogeneo era pur sempre fortemente prevalente, l’umanesimo di ispirazione cristiana è chiamato non solo a dare testimonianza forte, ma anche ad insistere ed orientare l’opinione pubblica verso la libertà educativa e il pluralismo scolastico perché “senza scuola libera non ci può essere opinione pubblica libera”come in un recente convegno su Sturzo veniva ricordato. Dr.Marcello Masotti Presidente Scienza & Vita Firenze
ultimo aggiornamento il 9 Marzo 2022

