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Care Robot e percezione sociale: che cosa ne pensano davvero le persone

I risultati del sondaggio Scienza & Vita presentati da Beatrice Rosati

Nel seminario di studi Care Robot. Umanoidi per la cura, promosso da Scienza & Vita, l’intervento di Beatrice Rosati ha portato all’attenzione dei partecipanti un contributo originale e innovativo: l’analisi dei dati di un sondaggio esplorativo realizzato dal Centro Studi Scienza & Vita sulla conoscenza e la percezione dei care robot.

La relazione ha offerto una fotografia preziosa del modo gli intervistati guardano oggi alla robotica assistenziale, mettendo in luce aspettative, timori e ambivalenze che attraversano la percezione delle 458 persone coinvolte nel sondaggio.

Care robot: tra curiosità, attese e incertezze

I dati del sondaggio mostrano come il tema dei care robot sia ormai entrato nell’immaginario collettivo, ma in modo ancora frammentario. La conoscenza è spesso superficiale, costruita attraverso media, narrazioni tecnologiche e rappresentazioni semplificate.

Accanto alla curiosità per le potenzialità offerte dalla tecnologia, emergono interrogativi profondi: che tipo di assistenza possono realmente offrire i robot? Quali ambiti della cura possono essere supportati? Quali rischi si intravedono per la relazione umana?

Tecnologia e cura: fiducia sì, ma non senza condizioni

Uno degli elementi più rilevanti emersi dall’indagine riguarda la fiducia condizionata nei confronti dei care robot. Le persone non rifiutano la tecnologia in quanto tale, ma chiedono garanzie chiare sul suo utilizzo: che non sostituisca il contatto umano, che non aumenti l’isolamento delle persone fragili, che sia inserita in un modello di cura centrato sulla persona. La tecnologia viene percepita come uno strumento utile soprattutto in contesti di supporto, ma non come un soggetto capace di “prendersi cura” nel senso pieno del termine.

Un contributo metodologico al dibattito etico

La presentazione della Dott.ssa Beatrice Rosati ha avuto un valore che va oltre i singoli risultati: ha mostrato l’importanza di ascoltare la percezione sociale quando si affrontano temi complessi come robotica, intelligenza artificiale e assistenza.

I dati raccolti da Scienza & Vita diventano così uno strumento di lavoro per:

  • orientare la riflessione bioetica;
  • evitare scelte calate dall’alto;
  • promuovere un confronto informato e partecipato sul futuro della cura.

Informazione, consapevolezza, responsabilità

L’intervento ha messo in luce anche il ruolo decisivo dell’informazione e della formazione: una conoscenza incompleta o distorta della tecnologia rischia di generare paure irrazionali o aspettative eccessive. Per questo, il lavoro di Scienza & Vita si colloca come spazio di mediazione culturale, capace di coniugare dati, riflessione etica e attenzione alla persona, contribuendo a una governance responsabile delle tecnologie emergenti.

In sintesi… il sondaggio ha evidenziato una tensione tra innovazione tecnologica e valori umani, dove i Care Robot rappresentano una sfida e un’opportunità: sono visti come strumenti utili per l’assistenza, ma mai sostituti della relazione umana autentica.

Devono servire a potenziare l’assistente umano (riducendo la fatica) e migliorare la qualità della vita del paziente. La questione etica è percepita come centrale e c’è una chiara richiesta di informazione e approfondimento. Ha scoperto un terreno fertile per il dialogo, la formazione e la riflessione bioetica. Il cammino verso una integrazione “responsabile” dei robot assistenziali richiede saggezza, consapevolezza e un impegno costante per preservare i valori umani fondamentali.

ultimo aggiornamento il 27 Gennaio 2026

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