S&V Documento di studio | 05 novembre 2026

Persona e Identità Digitale. Dignità responsabilità e cura nella società algoritmica | Scopri il nuovo documento di studio di Scienza & Vita

Quando accediamo a un servizio sanitario, chiediamo una prestazione o cerchiamo lavoro, lasciamo tracce che compongono un profilo digitale: una rappresentazione che ci accompagna senza coincidere con ciò che siamo, ma che spesso decide per noi. Ma siamo davvero solo questo ? Un insieme di dati, di numeri, un algoritmo?

Da questa tensione muove «Persona e identità digitale. Dignità, responsabilità e cura nella società algoritmica», il documento di studio del Centro Studi Scienza & Vita, redatto da Maria Teresa Iannone e Giovanna Costanzo, e che pubblichiamo in questa pagina. La persona, unità corporea, psichica e spirituale, non è la somma dei dati che la descrivono. Ma quando l’identità digitale diventa la chiave d’accesso ai diritti e alla cura, chi non rientra negli standard rischia di restare invisibile. Progettare un sistema è un atto morale. Servono trasparenza, supervisione umana, governance democratica e un’etica della resistenza. Clicca qui e vai al documento completo! 

Oppure inizia a leggere qui l’introduzione al Documento Persona e Identità Digitale. Dignità responsabilità e cura nella società algoritmica. 

Il mutamento prodotto dalla rete delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e dai sistemi di intelligenza artificiale ha trasformato profondamente la nostra esistenza e i rapporti che intessiamo con gli altri. Questo capillare cambiamento che ha coinvolto diversi aspetti della vita quotidiana – da quella familiare, a quella lavorativa, a quella dell’intrattenimento – non ha prodotto una semplice evoluzione tecnologica, bensì è diventato un processo che ha trasformato le condizioni antropologiche del vivere: il modo in cui gli esseri umani abitano il mondo, organizzano le loro esperienze e intrecciano relazioni significative.Siamo dunque di fronte al sorgere di un inedito ambiente di vita, in cui tutto ciò che transita è informazione (Floridi, 2011): non soltanto i documenti che produciamo, i dati che ci scambiamo o le immagini che conserviamo, ma anche gli agenti che vi operano, siano essi esseri in carne e ossa o artefatti digitali, algoritmi, software, intelligenze artificiali. Un ambiente di vita paragonabile per funzione alla biosfera – sebbene distinto per struttura e dinamiche – poiché comprende non solo internet o i media digitali, ma l’insieme di tutti i processi informazionali, online e offline, naturali e artificiali, ai quali tutti partecipano, plasmando un contesto che cresce, si modifica e si rigenera continuamente. Si è avviata così una trasformazione profonda dei processi produttivi e organizzativi della società contemporanea, come pure delle modalità attraverso cui la persona viene compresa, riconosciuta e rappresentata, del modo in cui costruisce relazioni e prende decisioni – anche quando queste riguardano percorsi delicati come quelli del prendersi cura della persona sofferente. In questo scenario, sistemi algoritmici sempre più sofisticati intervengono in ambiti decisivi della vita individuale e collettiva: dall’accesso ai servizi alla selezione lavorativa, dalla sicurezza alla sanità, fino alle relazioni interpersonali. Le decisioni automatizzate, non sempre immediatamente decifrabili, pongono interrogativi cruciali sul controllo umano, sulla responsabilità e sulla legittimità delle «scelte» operate dalle macchine.

In questa progressiva digitalizzazione della società contemporanea, anche l’identità digitale sta diventando una dimensione strutturale dell’esperienza umana, incidendo profondamente sulla comprensione della persona, della sua autonomia e della continuità del sé. Essa ha assunto sempre più una posizione centrale, ponendo dilemmi antropologici ed etici di non poco conto.Se la persona, intesa come inscindibile unità psichica, spirituale e corporea, ha costituito il punto di riferimento identificante per ciascun essere umano, il rischio che venga oggi assimilata e «ridotta» a un insieme di meri dati algoritmici rappresenta una preoccupante forma di riduzionismo.Nel momento in cui si parlasse non più di persona, come nucleo unitario e stabile, ma di un’identità concepita piuttosto come il risultato di una molteplicità di rappresentazioni, dati, profili e inferenze algoritmiche, tale processo – se non vagliato e governato criticamente – potrebbe condurre a una visione funzionalista dell’essere umano. Il valore della persona verrebbe allora misurato sulla base della sua tracciabilità, prevedibilità ed efficienza. Confrontando, inoltre, questo concetto con quello di identità personale, si aprono ulteriori questioni.

Tradizionalmente, per identità personale si intende il tentativo di rispondere alla domanda «chi sono?», attraverso cui il soggetto si sforza di riconoscersi come un’unicità che permane nel passare del tempo (Ricœur, 1990). L’identità digitale può diventare problematica quando i dati e i profili che rappresentano la persona ne condizionano l’autonomia e la libertà decisionale.

Obiettivo del presente documento è analizzare le trasformazioni di ciò che Floridi ha definito «quarta rivoluzione» (Floridi, 2014), con particolare riguardo all’identità digitale, adottando uno sguardo interdisciplinare che tenga insieme dimensione antropologica, etica e sociale, senza demonizzare la tecnologia, ma interrogandosi sulle condizioni necessarie affinché l’innovazione rimanga realmente al servizio della persona.

Il primo capitolo affronta il cambiamento della rappresentazione di sé quando all’identità personale si sovrappone quella digitale, misurandosi con prospettive filosofiche (Ricœur, Floridi, Han) che mettono in luce le dinamiche di frammentazione, le opportunità di espressione e i rischi di eteronomia che emergono nell’ecosistema digitale contemporaneo.

Il secondo capitolo sposta l’attenzione sulle infrastrutture che rendono operativa l’identità digitale – sistemi di autenticazione, identità federata, quadri di fiducia – e sulle loro implicazioni per la vita democratica: quando l’accesso ai diritti passa attraverso un’architettura tecnica, è in gioco il riconoscimento stesso della persona come soggetto politico.

Il terzo capitolo considera il contesto giuridico in cui ci muoviamo, caratterizzato da una tensione costante fra innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali. Quando si parla di identità e della sua frammentazione, infatti, emerge anche una questione giuridica fondamentale: la possibilità che la persona perda il controllo sui dati che la rappresentano, con conseguenze sulla tutela della sua autonomia, della sua autodeterminazione informativa e dei suoi diritti fondamentali.

Il quarto capitolo richiama i tratti essenziali della società algoritmica – il potere predittivo dei sistemi, l’automazione delle decisioni, il problema del controllo umano – come premessa per esaminare l’ambito della cura.

Un’attenzione particolare è infatti riservata al settore sanitario, un ambito emblematico poiché in esso i cambiamenti digitali mostrano al tempo stesso le applicazioni più promettenti e le derive più preoccupanti. La relazione di cura è infatti spazio privilegiato di riflessione sul rapporto tra tecnologie e umanità, tra efficienza e responsabilità, tra sapere scientifico e dimensione umana.

Il quinto capitolo raccoglie queste analisi in una riflessione sull’etica della progettazione, nell’orizzonte bioetico che caratterizza l’intero documento: le scelte tecniche che definiscono un sistema di identità sono già scelte morali, perché stabiliscono chi può essere riconosciuto e a quali condizioni. La dignità della persona e l’etica della cura offrono il criterio per valutarle.

In questo quadro emerge con forza la necessità di un’etica della responsabilità e, al tempo stesso, della resistenza: resistenza alla riduzione della persona a mero oggetto informazionale, alla delega totale alle macchine, alla perdita di senso delle relazioni umane. Solo mantenendo vivo questo orizzonte critico sarà possibile immaginare una coesistenza equilibrata tra umanità e tecnologie. A questo compito sono dedicate le proposte del sesto capitolo e le conclusioni. Vai al Documento e continua a leggere, clicca QUI !

ultimo aggiornamento il 6 Novembre 2026

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