SCIENZA & VITA | DISAPPUNTO E PREOCCUPAZIONE PER I TONI DI CENSURA DEL PENSIERO APPARSI SUL QUOTIDIANO “LA STAMPA” Comunicato stampa - 2 gen 2021

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Il Consiglio Esecutivo di Scienza & Vita esprime solidarietà alla prof.ssa Claudia Navarini, socio fondatore della nostra associazione, per le affermazioni offensive e denigratorie di cui è stata fatta oggetto da un articolo de La Stampa del 29 dicembre u.s.  Attacco motivato dalla adozione da parte della docente del notissimo Manuale di Bioetica del card. prof. Elio Sgreccia, quale libro di testo per l’insegnamento di Bioetica al Corso di Psicologia dell’Università Europea di Roma.

Non desideriamo entrare nel merito delle singole questioni bioetiche di cui discute l’estensore dell’articolo, questioni che meriterebbero un approfondimento e magari un confronto sereno, ma che, di fronte alla volgarità e alla gratuità dei toni utilizzati dall’autrice del pezzo (“educazione vetero-cattolica, paternalistica” e “dittatoriale”), riteniamo opportuno al momento tralasciare stendendo un velo pietoso.

Quel che preme osservare è piuttosto la dinamica di autentica censura che viene rivolta nei confronti di una docente che, nell’ambito della libertà di insegnamento, ha ritenuto di avvalersi di un Manuale la cui prima edizione risale al 1986, che vanta 5 edizioni successive e la traduzione in oltre dieci lingue, e che ha trovato accoglienza ed apprezzamento anche da parte dei colleghi di area diversa da quella del “personalismo ontologico”, di cui Sgreccia è stato esponente di spicco, certamente innovatore in un contesto di continuità con il pensiero filosofico aristotelico-tomista.

Dove sono la libertà di pensiero, la libertà di opinione, la libertà di insegnamento, come garantita dall’art. 33 della Costituzione? Il pensiero unico è ormai scaduto nella arbitraria ed imposta volontà di qualcuno, ogni altro pensiero è bandito e – soprattutto – ritenuto aprioristicamente pericoloso, inquietante e financo dittatoriale! Siamo forse tornati all’epoca dell’indice dei libri proibiti? Non ci si può esimere dal constatare che la vera dittatura è quella rappresentata dal mainstream imperante, quello che la stessa autrice dell’articolo pretende di imporre a tutti, Chiesa cattolica compresa, e al quale la Costituzione, il magistero di papa Francesco e accreditate tesi scientifiche si oppongono con  argomenti tanto veritieri quanto testardi.

Per altro il pensiero bioetico di Elio Sgreccia è maturato proprio nei luoghi di dialettico confronto pluralista: si pensi soltanto al Consiglio d’Europa, dove è stato a lungo osservatore per la Santa Sede rispetto alle questioni dell’ingegneria genetica e della bioetica, nonché al Comitato Nazionale per la Bioetica presso il Governo italiano.  La figura di Sgreccia che traspare dall’articolo – probabilmente per ignoranza – è quello di un prete retrivo e bigotto, mentre è noto che i suoi interventi in quelle assise pluraliste fossero sempre oggetto di apprezzamento per la profondità delle argomentazioni ed il riferimento a fondamenti razionali, anche quando non erano condivise.  La sua attitudine al dialogo ed al confronto con le altre visioni bioetiche andava di pari passo con la sua passione per tutte le persone che incontrava, credenti o atei o agnostici, per comprenderne le ragioni o per cercare di confutarle.

Dispiace davvero – e la nostra Associazione non può che rimarcarlo – che un articolo così offensivo e dal tono inquisitorio abbia trovato spazio in una storica testata dalle radici liberali come La Stampa di Torino.

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Pubblicato in Comunicati Stampa, News & Press